| Titolo film: |
Inland Empire |
| Opinioni presenti: |
63 |
| Media Voto: |
6.5 -  |
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Attenzione: nei testi delle seguenti opinioni, potresti trovare parti rivelatorie del film.
Il parere di Iceberg, 26 anni, Paternò (CT)
L'impero di Lynch |
Voto 10 di 10  |
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E' difficile definire a distanza di tempo il lavoro svolto da Lynch, un artista che ha saputo fare del cinema la quintessenza dell'arte cinematografica.
Ad un primo impatto superficiale si potrebbe credere che la sua personalità eccentrica sia semplicemente diretta a stupire anche lo spettatore più smaliziato, custode di una verità gelosomente celata dietro un sadico compiacimento che porta a sedurre e ad ammaliare... a confondere i sensi con abili trucchi da prestigiatore.
Erroneamente a quanto si potrebbe pensare, inland empire non chiude la trilogia di strade perdute e del suo sequel mulholland drive ma, al contrario, si tratta di una esperienza filmica completamente diversa, forse in antitesi...
Se lost highway è uno psichedelico viaggio nelle spirali della mente dominata da visioni e ossessioni e mulholland drive si lega ad esso per caratteristiche di similarità, pur senza una logica di causalità circolare (nastro di Moebius), in cui i personaggi si incontrano, si scontrano, si alternano e si fondono tra loro, inland empire rappresenta essere invece molto di più: Inland incarna la metafora perfetta dell'imperscrutabilità dell'animo umano...
Non a caso l'ultima opera è stata definita dalla critica " l'enigma di Lynch "; si tratta
effettivamente di un cubo (di Kubrick?)inestricabile, senza possibile soluzione...
ma è proprio questo aspetto che gli gioca a favore e ne fa il suo principale punto di forza:
"Nessuno conosce la via che conduce al Palazzo".
L'impero cui fa riferimento Lynch è l'Impero dei sensi, nei meandri nascosti della psiche dove albergano le relazioni fantasmatiche dell'inconscio.
Non si tratta più semplicemente di tradurre o interpretare tutto ciò in chiave di significante o significato, arriva invece il momento in cui ci si trova inevitabilmente a condividere, a lasciarsi travolgere da forze misteriose e ineluttabili, ad identificarsi con i vissuti dei personaggi, le cui trame si intersecano e si intrecciano fra loro fino a perdersi in un macchinoso gioco di scatole cinesi... ci si trova ad essere trasportati, "rapiti" in questo continuo divenire di stati emozionali in un imprecisa variabile spazio-tempo.
L'archetipo, il "simbolismo fallico" di Lynch a questo punto appare chiaro: l'inaccessibilità alle chiavi del Regno, alla porta che conduce al palazzo della Conoscenza; ed ecco che l'Impero di Lynch si manifesta in tutto il suo splendore: un impero immenso, infinito, la cui potenza trascende in concetto stesso di significato... un'esperienza visiva spiazzante che scoraggia e rende superfluo qualunque tentativo di nesso di causalità lineare e non.... rimane alla fine un senso di smarrimento, di profonda angoscia tra i suoi labirinti e passaggi segreti che conducono lentamente ad una inesorabile sconfitta, cui neache lo spettatore può sottrarsi.
Una metafora kafkiana a tutto spiano (Il Castello?) che non permette alcuna relazione contrattuale col
" Fuori".
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Questa opinione è stata scritta da:
Iceberg
26 anni
Paternò (CT). |
(15 Dicembre 2008) |
Trailer, Scheda, Recensione, Opinioni, Soundtrack, Speciale: interviste.
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