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The new world - Il nuovo mondo

Opinioni presenti: 241
Media Voto: Media Voto: 5.5 (5.5/10)

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Un Patrimonio Inestimabile.

(10/10) Voto 10di 10

Lei è la luce tutto il resto è conseguente. Non ho mai percepito in un film l'amore espresso a questi livelli.



Maurizio, 56 anni, Milano (MI).




Il mondo nuovo raccontato con gli dei pellirossa

(10/10) Voto 10di 10

E' un capolavoro. Malick ha ribaltato i canoni narrativi, filmando attraverso la chiave onirica degli occhi dei nativi americani. Il nuovo mondo è quello che arriva via mare, quello che li renderà schiavi e malati, quello fatto di finti giardini e palazzi di mattoni. Gli indiani d'america non conoscevano la scrittura e il inguaggio era per lo più a gesti. C'è una sordità dell'anima che impone a riflettere ad ascoltarsi dentro. Lì, alla ricerca di un nuovo mondo che abbiamo scordato troppo presto.



Alexcarb, 34 anni, Roma (RM).




La Poesia di Mallick

(10/10) Voto 10di 10

Film stupendo da non perdere assolutamente. Non consigliato per chi va al cinema a cercare solo svago e azione, inseguimenti e sangue a fiumi alla Mel Gibson. La storia è quella di Pocaontas e John Smith, non come ce la racconta Walt Disney ma fedele al romanzo da cui è tratta: John Smith arriva nel nuovo mondo a bordo di una caravella insieme agli Inglesi conquistatori e cercatori d'oro, è prigioniero per un reato commesso in passato ma viene liberato a patto che si rechi dal grande capo della tribù indigena vicina per patteggiare, qui non viene accolto molto amichevolmente ma la figlia del capo lo salva da morte e riesce a convincere il padre a fare restare Smith e i suoi uomini per un po' giuarndogli che dopo se ne sarebbero andati. Nel breve periodo Smith scopre tutto un nuovo mondo, il paradiso perduto e si innamora della bellissima Pocahontas. Arriva il termina prefissato e Smith va dai suoi compagni, qui trova una situazione di anarchia totale fatta di esecuzioni sommarie di malattie e povertà, è come se si svegliasse da un bellissimo sogno, la corruzione dilaga nel vecchio mondo, però quello è il suo mondo e Smith si mette al comando dei suoi uomini e viene assalito da tutti gli oneri del comando. Arriva una nuovo flotta di inglesi e Smith decide di recarsi in Inghilterra per seguire un altro sogno, molto meno nobile, quello della gloria nella speranza di poter comandare un giorno una sua spedizione nel nuovo mondo. Il dolore della perdita di Pocahontas alla notizia della partenza di Smith è immensa, ma al nuovo amore ne subentra un altro, il comandante della nuova spedizione che è subentrato a Smith, il marito con cui trova la pace e di cui rimarrà incinta. Incontrerà Smith di nuovo in Inghilterra per l'ultima volta, ma il loro amore è ormai un vago ricordo, non per noi che lo abbiamo appena vissuto, ma per i protagonisti reali che vivono realmente, al di là della dimensione cinematografica. Il film racconta un tema ormai noto ma mai privo i fascino: quello della distanza tra la civiltà indigena con il loro amore per la natura, l'armonia, il senso del gruppo, l'innocenza e il nostro corrotto, intrigato, malsano dominato da interessi meschini e dal desiderio di accumulare oro su oro, dal sogno di gloria di Smith, che lo renderà implicitamente l'artefice di nuovi massacri, l'autore di uno dei più brutti capitoli della nostra storia, la distruzione del Nuovo Mondo, di quel mondo che Smith un giorno ha così intensamente amato, tanto da voler lasciare il suo per sempre . Raccontato con maestria da un genio del cinema come Mallick che ci regala momenti di pura poesia, dialoghi preziosissimi introspettivi della voce fuori campo, espediente molto amato dal nostro regista e che lo caratterizza. In due parole: Un Capolavoro. Film da avere nella propria videoteca personale insieme al "La sottilea linea Rossa".



Donato, 24 anni, Milano (MI).




emozioni

(10/10) Voto 10di 10

sono appassionata cinefila oggi ho visto il film in dvd perchè in abruzzo non sono riuscita a trovarlo nelle sale. Pur con la limitatezza della visione in dvd devo dire che il film è un vero capovoloro nella sua essenzialità. durante la visione ho pensato sia alle immagini che ho visto nel museo di ellis island sia ai migranti di oggi che viaggiano sulle carrertte del mare. bellissima la fotografia . Le scene ricordano quadri del caravaggio. La distribuzione in Italia è scandalosa forse non si ritiene il pubblico italiano meritevole di ammirare tanta bellezza o forse qualcuno teme che il pubblico possa riflettere.



emilia, 61 anni, roseto degli abruzzi (TE).




Fa pensare

(10/10) Voto 10di 10

Premetto di non averlo visto nelle sale cinematografiche; L'ho visto sul piccolo schermo, con lingua originale e sottotitoli; pur penalizzato dal formato francobollo della tv, mi è molto piaciuto; questo film è come una camminata, bisogna abituarsi al passo lento; se siamo abituati a correre in macchina o motorino, inizialmente si soffre del ritmo , ci si deve abituare per apprezzarlo; il film vuole essere uno scandaglio della sensibilità dei pionieri messi a contatto con la cultura indiana algonchina della Virginia. C'è chi intravvede la possibilità di comnciare una nuova vita e chi pensa solo di tornare in gabbia, cioè l'Inghilterra di James: la vicenda personale di Pocahontas, di John Smith e di Rolfe, è lo spunto per ammirare quello che doveva essere un Eden, dove la gente avrebbe potuto vivere strappando duramente alla terra la sua sussistenza, anche se per alcuni veniva avvertita come un salto indietro all'età della pietra, un esilio forzato che faceva rimpiangere la terra di origine; chi, illuminato , vedeva nel Nuovo Mondo una possibilità di riscatto, di redenzione, di ritorno alla purezza rousseauiana ante litteram, avrebbe avuto una possibilità. Gli attori: Colin Farrel, credibile ed emozionante nel suo sofferto, lancinante alternarsi dualistico tra homo novus che aspira all'amore e alla vita nuova al di fuori dalle convinzioni e il pioniere al servizio del re; l'attrice interprete di Pocahontas è meravigliosa e il dialogo fuori campo esprime meravigliosamente le sue perplessità, il suo connettersi all'uomo venuto dal mare sulla base delle sue spontanee intuizioni, al di là della lingua e della razza, Christian Bale come Rolfe, marito e amico di Pocahontas è misurato e credibile; forse il senso del film è che la conquista bianca del nuovo continente è stata un'occasione perduta , una metaforica seconda caduta degli angeli dal paradiso. Bel film, ben diretto, ben interpretato, senza concessioni al sensazionalismo corrente. Un film che ha solo lo scopo di far pensare sulle sorti odierne dell'umanità, alla luce della nostalgia per le occasioni perse dalla colonizzazione. Le domane di Pocahontas: Ma perchè cercano l'oro? si può mangiare? Bello, intenso, da vedere e rivedere.



Anna, 56 anni, Mlano (MI).





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