
Non è preceduta da critiche entusiastiche la nuova pellicola di Timur Bekmambetov, "
La leggenda del cacciatore di vampiri",
apprezzata principalmente per la presentazione visiva e l'utilizzo della computer grafica e meno per l'impianto narrativo. La pellicola trasferisce sullo schermo il romanzo di Seth Grahame-Smith e ha per protagonista un giovane Abraham Lincoln, lo stesso che poi diventerà presidente degli Stati Uniti. Nella storia, in gioventù il futuro presidente era uno spietato cacciatore di vampiri, colpevoli ai suoi occhi di avergli assassinato la madre quando era ancora piccolo.
La pellicola esplora la vita segreta del sedicesimo presidente degli Stati Uniti e la storia mai raccontata che ha creato questa nazione. I visionari realizzatori
Tim Burton e Timur Bekmambetov danno nuova linfa alla tradizione dei vampiri assetati di sangue,
immaginando Lincoln come il maggior cacciatore di non morti mai esistito.
L'altro film a sbarcare in sala questo caldo venerdì di luglio è la
coproduzione tra Italia, Belgio e Francia firmata da Alessandro Comodin e apprezzato al Festival di Locarno, "
L'estate di Giacomo". Protagonista della vicenda è il Giacomo del titolo, un ragazzo sordo di diciotto anni. In un piccolo paese del Nordest italiano, dove la pianura precede il mare, Giacomo ha da poco passato l'esame di maturità e attende l'evento che gli cambierà la vita: un'operazione chirurgica gli consentirà di scoprire un mondo che conosceva soltanto a metà. Apprendendo a riconoscere e ad accettare un nuovo universo sonoro,
Giacomo vivrà il proprio singolare passaggio all'età adulta in meno di un anno.