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Il diario quotidiano dei nostri inviati con il resoconto di quanto accade al Festival, cinema ma non solo...
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30.08.2008 - Diario del giorno
Il grande caldo colpisce ancora, poche persone resistono in fila vicino al tappeto rosso. Nonostante sia sabato, pochi turisti a caccia di vips e tanti addetti ai lavori che corrono da una sala all'altra, mentre la spiaggia è super affollata. Evento clou del giorno è la presentazione, in concorso, del nuovo film di Ozpetek "Un giorno perfetto". Prima grandissimo afflusso in conferenza stampa alle 12, con tante domande soprattutto al regista e diverse lodi al grande cast al gran completo. Alle 13 presentazione del film al Palalido... Sala stracolma, tanti applausi e qualche immotivato fischio a fine proiezione. Ma il film è il grande candidato alla vittoria per questa edizione del Festival.
Ancora ricerca introspettiva, nel film "Nowhere Man", di Patrice Toys, presentato alla stampa presente al Palalido nientemeno che dalla stessa regista e da Wim Wenders che sin dal Sundence Film Festival tanto si è impegnato perché questa pellicola, che lui ama particolarmente, ottenga il successo che merita.
E' stato presentato questa mattina il cortometraggio di Mario Monicelli "Vicino al Colosseo c'è Monti". Un'interessante panoramica del quartiere romano vicino al Colosseo, che in epoca romana era chiamato "La Suburra". E' un piccolo quartiere dove si vive ancora come una volta, tutti si conoscono o quasi e sono presenti attività artigianali particolari. E' la vecchia Roma.
A seguire il film di Jean-Pierre Duret e Andréa Santana "Pluisque nous sommes nés" i cui protagonisti sono due adolescenti cresciuti in fretta a causa della condizione di povertà in cui vivono. Un'opera di denuncia che tocca il pubblico commuovendolo.
"Goodbye Solo" di Ramin Bahrami presentato nella sezione "Orizzonti". Si nota l'evoluzione espressiva del regista nei personaggi ben delineati e una trama ben costruita, cui si affiancano gli elementi tipici delle sue opere come i primi piani e l'azione che si svolge in pochi luoghi ben precisi. I temi sono diversi come quello dell'amicizia e dell'integrazione razziale, del dialogo fra generazioni e culture diverse, della morte. Opera deliziosa nel suo genere e decisamente accattivante.
Commoventi e utili i due documentari di Di Carlo e Di Biasio, dedicati rispettivamente a Michelangelo Antonioni e Ugo Pirro. Toccante ma allo stesso tempo asciutto e rigoroso il "Bimbo di Kabul", opera prima di Barmak Akram ambientata in una Kabul quotidiana, libera da intenti didattici espliciti eppure molto precisa nel descriverne en passant tutti i mali.
FilmUP.com
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