Mark Ruffalo diviso tra vita privata e cinemaIl caso Spotlight uscirà nelle sale italiane a partire dal 18 febbraio 2016 di Rosanna Donato16 febbraio 201616:13
Conosciuto per essere un attore, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense, Mark Ruffalo è uno dei volti più apprezzati del grande schermo degli ultimi anni per le sue doti recitative e la sua capacità di sapersi destreggiare tra i diversi generi cinematografici: dalla commedia al dramma. Inizia la carriera di attore alla fine degli anni '90, ottenendo molti successi di pubblico e di critica con pellicole come "Zodiac", "Shutter Island" e "I ragazzi stanno bene", che gli è valso una nomination ai Premi Oscar 2011 per il miglior attore non protagonista. Dopo aver frequentato lo Stella Adler Conservatory e aver dato vita ad alcuni suoi spettacoli, ha rinunciato al ruolo che poi venne affidato a Joaquin Phoenix in "Signs" a causa di un tumore al cervello, la cui operazione gli aveva procurato una semi-paralisi facciale: "E' vero, diversi anni fa ho avuto un problema con un tumore benigno al cervello che mi ha provocato una paralisi parziale del viso - ha raccontato Ruffalo al Giffoni Film Festival 2015 - Quanta paura può avere un attore di non muovere più la faccia? Potete immaginarlo. Mi hanno aiutato mia moglie, i miei figli, avevo un figlio nato appena due settimane prima e mi sono dovuto operare. Ho anche pregato molto, non ero abituato a farlo. Un giorno, mentre mi trovavo in macchina con mia moglie diretto allo studio del medico, ho sentito la palpebra che cominciava a muoversi. Allora ho urlato come un pazzo: Oh mio Dio, posso tornare a fare l'attore!". Dopo la malattia, nel 2003, interpreta il detective Malloy nel thriller "In the Cut", seguito dal film indipendente "Se mi lasci ti cancello", "Collateral", "30 anni in un secondo", "Vizi di famiglia" e "Tutti gli uomini del re". Impossibile collegarsi al Database |