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The Beach

Opinioni presenti: 158
Media Voto: Media Voto: 7 (7/10)

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(10/10) Voto 10di 10

OK OK sono di nuovo io. Non mi metterò a scrivere righe su righe di questo film, qualcosa ho già scritto. Ma c'è una cosa che mi fa pensare: come la società ha accolto il film.Le ragazzine si aspettavano di nuovo Leonardo bello buono dolce simpatico ecc. E INVECE NO!! Se quelle stesse ragazzine fossero andate a leggersi la sua biografia e la filmografia avrebbero visto che la sua è stata una crescita dura, faticosa e piena di crisi e dubbi esistenziali! E con il suo impegna si è riscattato dalle sue sofferenze, dato che oltretutto è un mito a recitare e nei suoi vecchi film le sue erano sempre parti difficili, strane, complesse psicologicamente, ragazzi drogati, ritardati, ecc. Ma a chi importa? Tanto lo show business cerca solo il guadagno, e con questo film ha voluto mettere alla prova il pubblico. Che ovviamente ha di nuovo dimostrato se mai ce ne fosse stato il bisogno che la gente vuole storie di plastica, preconfezionate e lucidate : non importa il contenuto, importa la superficie! La società consumista e superficiale si è sentita offesa da un film così, che invece racconta solo la realtà.. molti avrebbero fatto come Richard in quelle stesse situazioni... ma la gente comune chiusa nella propria sciatteria e monotonia quotidian non vuole aprire gli occhi, va al cinema per "evadere", non per vedere sangue e delirio paranoide, odio e violenza, perfezione naturale abbinata a mentalità distorta umana, gente che fuma erba, scopa e muore: troppo crudo, troppo "reale". E invece io vi dico: questo film per certi suoi versi è un capolavoro, Danny sei stato bravo anche se devo dire che anche io ci ho messo un pò a capirti.Come diceva Richard: parassiti...cancri...un ciccione palla di lardo si sta pappando questa palla di mondo...quel ciccione siete VOI!!!!!!!!



Kemikal Death, 66 anni, Minerva.




L'isola che non c'è.

(9/10) Voto 9di 10

Raggiungere la perfetta armonia con se stessi con gli altri e con la natura che ti circonda,l’isola è perfetta,incontaminata con spiagge bianchissime e mare blu,nascosta alla vista di tour operator o viaggiatori fai da te,chi c’è arrivato la vuole difendere a tutti i costi ,ma non sarà facile,forse perché l’isola dell’armonia che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha sognato , non esiste. Ottima regia, molto bravo Di Caprio e tutti gli attori,da vedere sicuramente.



Odocarlo, 52 anni, Bologna (BO).




Un film troppo pretenzioso

(7/10) Voto 7di 10

Il film nella prima parte promette molto. Bravi gli attori, bella regia, bei paesaggi e bella musica, peccato che nella seconda parte si perda completamente. Sembra che la trama sia disgregata, includere il video gioco, a mio avviso, è stato superfluo e incocludente. Se lo sceneggiatore avesse mantenuto una trama più sobria e lineare con un finale anche più drammatico, ma più realistico, avrei dato a questo film 8. Ma visto come si sgretola strada facendo do un 7-.



giulia, 50 anni, venezia (VE).




Inutile e dannoso.

(1/10) Voto 1di 10

La cosa che più mi fa arrabbiare è che per girare questo film abbiano addirittura devastato una delle più belle spiagge dell’Asia e forse del mondo ! Già solo per questo motivo sarebbe un film da boicottare ... se a ciò si aggiunge il fatto che il film è semplicemente insulso e stupido, non resta che mettersi le mani nei capelli ... All’epoca, quando il film uscì nei cinema mi rifiutai di andarlo a vedere proprio perché avevo letto su Internet delle proteste degli ambientalisti, riguardo ai danni provocati all’ambiente dai ciak di quel film. Ed essendo stato in precedenza in quel posto per 3 volte ed essendomene innamorato, la cosa mi aveva particolarmente infastidito. Poi, a distanza di anni, mi sono fatto prestare il dvd da un mio amico e ... oltre al danno, anche la beffa !!! E’ un film senza né capo né coda, una storia pacchiana e completamente insensata, che culmina in un finale degno del digestivo Antonetto. Oltretutto, non capisco perché per i pochi minuti girati sulla spiaggia di Ma Yah, la produzione abbia deciso di raderla al suolo, per piantarvi delle palme, con tutte le spiagge con palme che avevano a disposizione sull’isola di fronte ... boh ... forse per essere stupidi e dannosi fino in fondo. Vorrei solo precisare, che contrariamente, a quanto scritto nella recensione della Direzione, la situazione ambientale su quella spiaggia non è stata affatto ripristinata, la vegetazione selvaggia e primordiale che cresceva alle sue spalle è andata definitivamente persa, gli innesti di sabbia apportati hanno trasformata la spiaggia da una striscia di borotalco ad una brutta striscia di sabbia biancastra, la barriera corallina è risultata danneggiata da tutte queste modifiche all’ambiente col quale essa interagisce. Scusate queste escursioni fuori luogo, era solo per precisare.



Tomyam, 40 anni, Torino (TO).




Da rivalutare

(10/10) Voto 10di 10

Penso che a distanza di dieci anni questo stupendo film debba essere rivalutato, mi capita di rivederlo moltissime volte e carpire ad ogni passaggio un elemento inedito. Decisamente un marchingegno intricato e affascinante quello di Danny Boyle, figlio del Signore delle Mosche ma a suo modo personalissimo. Al di là di un marcato estetismo, tipicamente british, dalle riprese impeccabili alla colonna sonora modaiola ma assolutamente azzeccata, ci sono gli elementi tipici del regista, tra questi l'apertura misteriosa e mozzafiato la parte centrale di alienazione e follia, la chiusura catartica. Tutto fedelmente riproposto in The Beach, che soffre solo delle inevitabili imperfezioni che affliggono un'opera così ambiziosa e pregna di significati che solo le persone predisposte possono captare. Il film accusa forse il cinismo del regista, che sfrutta la prima parte appoggiandosi all'effetto devastante delle immagini e la voglia di fuggire insita in ognuno di noi. In realtà è un pretesto per la seconda parte, dove tutto viene decostruito, a partire dalla struttura narrativa all'involuzione atavica del protagonista. Qui il nostro eroe non diventa però un novello Tarzan, ma una trasfigurazione infantile delle fobie della società moderna, che culmina nel delirante momento in cui si sente addirittura protagonista di un videogioco. L'isola di per sè è un luogo meraviglioso ma alienante verso una società che non si è pronti ad abbandonare realmente (vedi la superspesa a co panghan). E' una vacanza prolungata o un nuovo stile di vita? Non è mai chiaro, ed è su questo dubbio che il regista cala una cinica e pessimista scure. Il messaggio è disarmante nella sua chiarezza: ritrovare la perduta armonia con la natura è un'operazione impossibile per l'uomo, e la nuova realtà lungamente anelata dell'isola diventa solo una gabbia da cui fuggire rifugiandosi in luoghi virtuali. Non è cambiato nulla... Il personaggio interpretato da Di Caprio con la sua debolezza e codardia rappresenta un Deux Ex Machina distruttivo in un contesto già precario, ma è soprattutto un involucro perfetto dell'uomo moderno, una figura dove tutti ci possiamo riflettere. Un uomo con i pollici quadrati perché gioca ai videogames. Il film non prende mai una piega decisa, non è un'avventura, non è un dramma, per assurdo non succede neanche niente di trascendentale, se si escludono gli effetti brutali di un contatto diretto (e voluto) con la natura e le sue leggi feroci. Così ecco che l'incidente agli svedesi riporta un po' tutti coi piedi sulla sabbia, rincarando la dose sull'annullamento dei valori della comunità, cioè quelli di aiutarsi reciprocamente in una nuova, paritaria, situazione... Tanta, troppa carne al fuoco per essere compresa da tutti, il finale però lascia un messaggio positivo e rassicurante, non banale, ma che non ho intenzione di spiegare, perché la risposta deve arrivare naturalmente dal cuore di ognuno di noi. Per non parlare poi della voglia di visitare quei posti idilliaci!



Dario, 39 anni, Firenze.





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