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Noi credevamo

Opinioni presenti: 12
Media Voto: Media Voto: 4.5 (4.5/10)

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tutti ci dobbiamo credere

(9/10) Voto 9di 10

Il film è un affresco credibile ed emozionante di un periodo storico che purtroppo non è entrato nell'immaginario condiviso e fondante della nostra nazione. I risultati di questo "buco nero" nella nostra identità storica sono sotto gli occhi di tutti. Perciò il valore di quest'opera va ben al di là dei suoi meriti artistici (che pure non mancano): è cinema di impegno civile e morale come non se ne vedeva da tempo e più che mai necessario in questo momento.



cinzia, 43 anni, rimini (RN).




Occasione persa

(2/10) Voto 2di 10

Tantw pause, attori bravissimi sacrificati in un film che potev essere un semplice film corale ben fatto .. Sarebbe stato un successo con il traino dei 150anni ... E invece non l'ha visto e non lo vedrà nessuno.. Soldi e occasione sprecata.... Poi ci lamentiamo che gli italiani vanno a vedere i film di checco zelone.. Con un ritmo del genere si addormentava anche Mazzini



Luca, 41 anni, Torino.




Pesante e inconcludente

(3/10) Voto 3di 10

Lungo, noioso, inconcludente. Talmente concentrato sulle storie dei personaggi da perdere di vista il contesto storico, che appare scollegato, in sottofondo, quasi inconprensibile. Senza precise conoscenze storiche si fa fatica a inquadrare gli avvenimenti e comunque i caratteri dei personaggi non coinvolgono. Il montaggio è approssimativo, si salta da una scena all'altra senza capire da dove si arriva e dove si vuole andare. Azione pressoché inesistente e interi quarti d'ora che non dicono niente. Al livello di una brutta fiction tv. Mi ha ricordato un po' "Che guerriglia" e "Che l'argentino" che soffrono della stessa estraneazione dalle vicende storiche, che restano un sottofondo a cui si fa continuamente riferimento ma che non si vede mai. Trovo ridicoli poi gli accostamenti moderni; quasi come gli antichi romani con l'orologio da polso! Nonostante le pretese e i buoni attori manca totalmente di mordente e non appassiona. Molto meglio i documentari di Piero Angela.



Mauro, 57 anni, Torino (TO).




Non brutto,ma...

(6/10) Voto 6di 10

Non si può dire che si un brutto film,però sicuramente troppo lento,sopratutto la prima parte che si dilunga nelle scene carcerarie. Gli attori sono bravi e curata è la fotografia; non condivido l'introduzione di strutture architettoniche "fuori epoca".La musica eccessivamente roboante soffoca spesso il dialogo che,quando dialettale,risulta spesso incomprensibile. Nel complesso abbiamo fatto l'Italia,ma potevamo fare in film migliore.



michele, 61 anni, chiavari (GE).




Noi credevamo... e invece...

(1/10) Voto 1di 10

Noi (mia madre e io) credevamo! Noi credevamo di andare a vedere un bel film, ben recitato, e almeno in quello siamo state accontentate: la mia unica stella di valutazione va tutta alle scenografie splendide e alla recitazione di ottimi attori. Ma per il resto.... Noi credevamo di andare a vedere un film finalmente serio sul Risorgimento, che raccontava la vera storia, senza retorica e con equilibrio, che desse giuste lodi e giusti biasimi ai protagonisti. E invece.... Invece ci siamo sorbite tre ore e passa di revisionismo becero che mandava gentilmente a quel paese tutti gli uomini e le donne che credevano nell'unità d'Italia, cancellandone alcuni addirittura dallo schermo (ma del resto chi è il conte Cavour?!) e demonizzandone altri senza ritegno. Io capisco che non è andata come speravano, che il Sud venne veramente sacrificato al Nord, che questo paese fu veramente "un albero cresciuto su radici malate", ma oggi siamo già abbastanza divisi senza che ci si metta anche il cinema a dirci che si stava meglio sotto Borboni, Austriaci e viadicendo (sarà poi vero??!!). Andatelo a dire ai miei concittandini, i Bresciani che nel 1849 lottarono e resistettero dieci giorni contro gli austriaci, e pagarono cara la rivolta con il sacco della città e sentenze sommarie di morte, suscitando il compianto di tutta Europa! Andatelo a dire a Goffredo Mameli, Emilio ed Enrico Damdolo, Tito Speri, Colomba Antonietti, Emilio Morosini, tutti morti giovanissimi per un Italia unita che non videro mai! Tirando le somme, questo è un film deludente, senza capo nè coda, che non da sentimenti che non fa riflettere, al servizio solo di una propaganda di divisione del paese. Leggetevi invece "Viva l'Italia!" di Cazzullo: lì trovate il giusto equilibrio tra lodi e biasimi, tra colpe ed eroismo. E celebrata con me il compleanno della nostra bella nazione, non per i politici che oggi la stanno rovinando, ma per coloro, ricchi e poveri, che ci credettero veramente nel suo ideale, per la cultura che questo paese ha dato al mondo, per l'unità che può e deve sopravvivere a lungo!!



Anna, 22 anni, Brescia.





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