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Il diario quotidiano dei nostri inviati con il resoconto di quanto accade al Festival, cinema ma non solo...
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28.08.2008 - Diario del giorno
In periodo di rinnovamenti del Festival, l'atteso cambio di sigla che precede tutte le proiezioni e l'avvento del biglietto elettronico sul bus che ci porta alla mostra, rendono più piacevole la visione del primo film alle 9 del mattino, soprattutto quando questo è un divertentissimo film giapponese sui mostri, "Girara no gyakushû: Tôya-ko Samitto kikiippatsu", girato alla vecchia maniera, con effetti visivi ben lontani dall'epoca digitale in cui stiamo naufragando. Ci riporta poi alla realtà il film a sorpresa, "Khastegi", che in maniera drammaticamente poetica ci descrive e insegna il mondo dei trans iraniani.
Le sale sono gremite di giornalisti con il naso immerso nei vari fogli per la stampa oppure con il portatile in mano nella speranza di trovare la linea o avere il tempo di scrivere una recensione del film appena visto.
Stamattina sveglia presto ed eccomi in coda per "Shirin" di Kiarostani, un'opera sperimentale dove l'immagine si fonde al suono. Attraverso le espressioni dei volti di diverse donne è possibile seguire la storia d'amore della principessa d'Armenia Shirin. Un amore infelice e tragico che coinvolge e commuove. In qualche modo sembra di rivivere i tempi delle radio in cui intere famiglie ascoltavano i romanzi trasmessi, i diversi suoni e i dialoghi fra i personaggi, ma in questo caso ad aggiungersi sono le immagini delle lacrime di commozione di queste spettatrici.
Diverso per stile e genere invece è il secondo film della giornata "Jay" del giovane e promettente artista filippino Francis Xavier Pasion. E' un documentario nel film in cui i tempi della realtà si mescolano a quelli della finzione. I temi trattati sono diversi, da quello dell'omosessualità al dolore per la scomparsa di un familiare, ma la domanda cui il regista tenta di rispondere con garbo e ironia è: Qual'è la realtà, quella catturata dai reality o quella della vita dei comuni mortali? Entrambe vengono definite realtà ed entrambe le consideriamo veritiere, non è strano?
Pochi giornalisti, e quasi tutti tedeschi, per la conferenza stampa del film in concorso "Jerichow". Domande generiche e poca voglia di dire in faccia al cast che il film non ha convinto quasi nessuno. Takeshi Kitano invece diverte e commuove la critica con il suo "Achille e la tartaruga" (titolo che richiama il paradosso di Zenone). Un film autobiografico che ha raccolto parecchi applausi a fine proiezione, senza però entusiasmare. In conferenza stampa la conferma che ormai sia un cane sciolto "un tempo mi sentivo delle responsabilità in quanto regista, ora faccio un po' come voglio". Nel pomeriggio una conferenza stampa sull'antipirateria ha fatto puntare i riflettori su una delle più grandi minacce all'aspetto commerciale dell'industria cinematografica. Veloce presenza anche del Ministro Bondi per un incontro che forse dovrebbe avere più visibilità e tempo per portare a qualche risultato di rilievo.
FilmUP.com
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