31 Agosto 2005 - Conferenza stampa
"Seven Swords"
Intervista al regista Tsui Hark.
di Pierre Hombrebueno


Bellezze orientali hanno invaso il lido di Venezia per la presentazione di Seven Swords, il film d'apertura della Mostra del Cinema.
Presente il cast superstellare formato da Charlie Yeung, Donnie Yen, Sun Honghei, Zhang Jing-Chu, e Kim So Yeun.
Ma chiaramente, a parlarci più dettagliatamente del film, è stato colui che definiscono "Lo Spielberg d'Oriente", il regista Tsui Hark.


Innanzitutto, cosa significa per lei aprire questa mostra del cinema?
Tsui Hark: Sono molto onorato di aprire il Festival di Venezia. Ed è una cosa meravigliosa che grazie a questo Festival, il wuxia-pian (genere hongkonghese che narra di cavalieri erranti) raggiungerà ancora una volta il massimo della sua potenzialità internazionale.

Ma perche' ancora una volta un film wuxia? C'e' ancora, oggi, in asia, un mercato per i film di questo genere?
Tsui Hark: Penso sia molto importante parlare della cultura cinese. E le arti marziali sono parte essenziale della cultura cinese.
Il fatto è che ai tempi d'oggi, è in corso una modernizzazione tecnologica e commerciale.
Tutto sta cambiando, eppure ci sono cose che permangono, come il romanticismo, la voglia di creatività, ecc.. E la cultura delle arti marziali è come un'altra dimensione per esprimere questi sentimenti e questi valori.
Diciamo che è una specie di terapia per le persone della vita moderna.
Per quanto riguarda il mercato… non me ne interesso. Io seguo solo il mio cuore e il mio cervello.
Il racconto di Seven Swords mi ha veramente commosso, è una grande storia sull'armonia, sulla fiducia, e altri valori che dovremmo tener cari. Con questo film volevo dare una speranza per il futuro.

E' vero che questo film fara' parte di una saga?
Tsui Hark: Il fatto è che col materiale che avevamo (il film è tratto da dei racconti raccolti in un libro), il tutto poteva essere suddiviso in 6 film.
Quindi inizialmente dovevamo scegliere con cura cosa mettere o cosa omettere di Seven Swords, ma poi ai produttori è venuta l'idea di girare effettivamente una saga.
Ma questo, chiaramente, dipenderà solo dall'accoglienza del pubblico.

Come si e' trovato a lavorare con il suo coreografo, wei tung?
Tsui Hark: Molti pensano che io lavoro contro la tradizione, cercando sempre vie alternative per rappresentare una scena. Ma in realtà è da quando ho 6 anni che sono un grande fan del Cinema d'azione. Wei Tung, il nostro coreografo, è un vero maestro: rappresenta il tutto, come la tradizione vuole, in modo molto realistico. Ho imparato moltissimo da lui, e spero di poterci collaborare nuovamente insieme al più presto.


  

Intervista per il film "Seven Swords".


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