Crimson Peak

"Crimson Peak"

Intervista al protagonista.


di Francesco Lomuscio28 settembre 2015



Dalle nostre parti lo si conosce soprattutto per aver ricoperto il ruolo di Loki nei tre cinecomic Marvel "Thor", "Thor: The dark world" e "The Avengers", ma la sua filmografia vanta oltre quaranta collaborazioni, tra cui lo spielberghiano "War horse", "Midnight in Paris" di Woody Allen e "Solo gli amanti sopravvivono" di Jim Jarmusch. Pellicola, quest'ultima, in cui l'inglese Tom Hiddleston recitò al fianco della stessa Mia Wasikowska che torna a fargli da compagna di set in "Crimson peak", fantasmagorico horror old style diretto dal messicano Guillermo del Toro e che, ambientato nel XIX secolo, approderà nelle sale cinematografiche italiane il 22 Ottobre 2015, distribuito da Universal. Ed è proprio in occasione dell'arrivo del lungometraggio nello stivale tricolore che l'attore ha incontrato a Roma la stampa per raccontare il suo misterioso personaggio, destinato a far perdere la testa alla aspirante scrittrice Edith Cushing incarnata, appunto, dalla Wasikowska.


Per quanto riguarda movimenti e fisicità, nel film ricordi molto Peter Cushing, volto noto di tanti film dell'orrore risalenti agli anni Sessanta, oltretutto omaggiato in maniera evidente dal cognome di Edith. È stato per te, forse, un modello da prendere come esempio per il personaggio?
Tom Hiddleston: Guillermo voleva che la mia ispirazione per il personaggio fosse soprattutto di natura letteraria, quindi mi ha chiesto di rileggere "Rebecca" di Daphne du Maurier, "Il castello di Otranto" di Horace Walpole e, in particolar modo, "I misteri di Udolpho" di Ann Radcliffe, che, proprio come il nostro film, racconta di una fanciulla innocente che finisce per innamorarsi di un bel tenebroso. Nelle mie giornate migliori sul set, però, Guillermo diceva che gli ricordavo Peter Cushing (ride).

Quello che interpreti qui è un personaggio intrappolato tra passato e futuro...
Tom Hiddleston: Il mio è un personaggio che resta intrappolato nei suoi obblighi verso il passato e verso la sorella, e, probabilmente, si innamora per la prima volta nella sua vita. È un personaggio molto tragico perché ha una gentilezza naturale, ma possiede anche questo veleno del passato e, di conseguenza, è intrappolato tra passato e futuro.

C'è da pensare che trascorrevi molte ore al trucco...
Tom Hiddleston: Tutti e tre noi avevamo tempo per prepararci alla recitazione e Guillermo aveva deciso che io e Jessica dovevamo essere bruni, anche perché il moro suggerisce l'idea del bel tenebroso. Mia, invece, doveva essere bionda e caratterizzata da colori chiari, per simboleggiare l'innocenza.

Sembra che scegli eroi molto diversi quando interpreti film, considerando anche il fatto che in "Thor" vesti i panni di Loki...
Tom Hiddleston: Onestamente, come attore l'aspetto che mi entusiasma è il desiderio di curiosità e fantasia. Mi sento un po' un corrispondente da questo territorio e, allo stesso tempo, uno psicologo dilettante impegnato a scavare nell'animo umano. In un certo senso, per me è un'esplorazione di identità di altri personaggi.

Una volta terminate le riprese di un film, riesci a liberarti facilmente del personaggio?
Tom Hiddleston: Quando reciti, il pianto è vero anche se non rispondi a quell'emozione, quindi, non essendo reale essa, è facile, poi, scrollarsela di dosso. Del resto, il mestiere degli attori consiste nell'essere veritieri in circostanze immaginarie.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Tom Hiddleston: Sono ormai imminenti le uscite di "I saw the light" e "High-rise", ma ho già terminato di girare anche la mini serie "The night manager". Poi, mi vedrete nei panni di un generoso avventuriero in Kong: "Skull island".

Per quanto riguarda Loki, tornerai ad interpretarlo?
Tom Hiddleston: Non so se Loki sarà ancora presente nel mio futuro cinematografico, perché non ho avuto modo di parlare in tempi recenti con i produttori della Marvel.

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