| Titolo film: |
Anna Karenina |
| Opinioni presenti: |
6 |
| Media Voto: |
7.5 -  |
|
|
 |
|
Attenzione: nei testi delle seguenti opinioni, potresti trovare parti rivelatorie del film.
Il parere di olga, 67 anni, perugia (pg)
di tutto un po' |
Voto 7 di 10  |
|
Partendo dall’idea di mischiare le arti, Joe Wright ha realizzato un’opera che potrà piacere più o meno, ma certo raffinata, sontuosa o accurata nelle scenografie e nei costumi, nuova per ritmo e modalità che rivitalizzano la tensione romantica della storia e le caratteristiche del contesto in cui si svolge. Durante il primo tempo l’attenzione è desta e si passa di meraviglia in meraviglia, poichè il barocco che connota molte scene, oltre che negli elementi ornamentali, è coerente alla scelta di mescolare teatro, maschera, cinema e danza. Ad esempio lo sguardo dello spettatore balla con la macchina da ripresa nella scena clou del valzer, nella quale tra i due protagonisti scocca la scintilla, mentre la lunghezza della sequenza (come non pensare al Gattopardo) sottolinea la centralità di quella coppia abbandonata al ritmo volteggiante, anticamera del turbine passionale. Ma non ci sono soltanto Anna e Vroskij a seguire i fili con cui regista e sceneggiatore, l’esperto Tom Stoppard, manovrano i personaggi; dietro le quinte, in alto, si muove il mondo dei poveri, servi dell’aristocrazia zarista; sono loro che fanno anche i servi di scena aprendo e chiudendo le porte o i sipari che introducono i diversi quadri. E facciamo la conoscenza anche con i contadini russi intenti alla mietitura, perché in alcune sequenze si passa dal palcoscenico alle inquadrature in plein aire con paesaggi da favola, collocati in Inghilterra. In altre sequenze ci si ritira nello spazio del teatro, dove i personaggi si ritrovano come spettatori, quando non sono attori sul proscenio (vedi scena all’Opera dove viene rappresentata con modalità da burattini la riprovazione del pubblico per i comportamenti di Anna). In questa continua contaminazione di stili e di arti, l’autore colloca poi i nuclei centrali della narrazione tolstoiana, non dimenticando altri comprimari di quella vita recitata che Tolstoj aveva inventato nel suo romanzo. Wright ci fa perciò conoscere costumi, mode, relazioni di classi dell’epoca, ma soprattutto le varie declinazioni dell’amore coniugale nella società borghese del 1800 russo. Vediamo così come lo vivono il marito di Anna tra convenzione e tormento vero, l’aristocratico di campagna che reputa come sacro solo il matrimonio monogamico e religioso, il gaudente di città il cui vincolo coniugale è solo malinconica routine legata all’esistenza di figli, ma appannatissima nel vissuto. Al di fuori di queste storie, corre verso l’autodistruzione la passione folle dei due protagonisti, con il sacrificio finale di Anna, incapace di vivere ciò che ha scelto poichè la espone al pettegolo rifiuto del suo mondo e alla perdita dei figli. Siamo all’ “amore e morte” classici, mentre il bel ritmo del film si perde in troppi particolari, con punte ripetitive, eccessi di patetismo maledetto o di pop-opera e un di più di artificio.
|
Questa opinione è stata scritta da:
olga
67 anni
perugia (pg). |
(7 Marzo 2013) |
Trailer, Scheda, Recensione, Opinioni, Soundtrack, Speciale.
Ricerca Opinioni
I FILM OGGI IN PROGRAMMAZIONE:
In evidenza - Dal mondo del Cinema e della Televisione.
 | NEWS
|
|
 |
GUIDA TV
|
|
|
 |
Il video del momento
Cerca CINEMA
Oggi in TV
Box Office
|