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La donna che canta

Opinioni presenti: 12
Media Voto: Media Voto: 9.5 (9.5/10)

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Stupendo

(9/10) Voto 9di 10

Non do il 10 solo per la prima mezz'ora leggermente lenta, ma per il resto è un capolavoro assoluto. Molte parti sono rimaste nella lingua originale, e questo è solo un bene sia chiaro. I posti, gli attori, la musica, la storia, tutto è amalgamato alla perfezione. Da vedere!!



Marco, 28 anni, Bologna (BO).




Il grande cinema della frontiera di guerra e pace

(10/10) Voto 10di 10

Il meccanismo narrativo di un'esecuzione testamentaria, racconta la scoperta di un'oscena storia di guerra di una mamma segnata dalla sua vita e dalla scoperta della verità. Senza dubbio eccezionale la storia e come la si svela, con tempi e modi che fanno uscire dal Canada ed entrare nella guerra del Libano, che fanno vedere l'anima dei due figli e danno tante emozioni allo spettatore. Accompagnati da delle figure paterne che sono di guida e di supporto nella ricerca della verità. La metafora della matemica (3 stupende scene, di cui una molto sarcastica con tante citazioni) per descrivere l'assurdità della guerra, con la scena finale che mette alle strette chiunque dando scenari di pace.



Hesalox, 37 anni, Cagliari (CA).




naturalmete umani

(10/10) Voto 10di 10

Film che stravolge e nello stesso tempo compatta i valori, al di fuori di ogni luogo comune. Un figlio della vergogna che diventa cecchino, toturatore, padre e fratello. frutto di influenze culturali, imposte da pressioni in cui ci si confronta con l'orrore di altre verità. In un labirinto di pensieri e di contrapposizioni. questa è la rivincita dell'amore, di una donna che ha saputo difenderla dai facili e comodi isterismi, in un silenzio assordante e a volte inconcepibile, ma che nello stesso tempo ha vinto quando si è arresa all'abbandono di quel figlio e all'abbandono in quelle che comunemente sarebbero vergogne. La mia riflessione è questa:l'ideologia è capace di mediare di fronte a tutto, io dico no. L'amore come istinto ha vinto, nel salvare frutti inconsapevoli del dolore. La cultura, l'abitudine secolare di unirsi tra consanguinei, di famiglie nobili ha dato origini a bizzarre caratteristiche ed anomalie fisiche aberranti, oltre che ad un' eugenetica. in natura questo non sarebbe successo, l'olfatto avrebbe fatto da repulsione, e da equilibratore. dov'è la giusta via? Indottrinare e controllare le menti, in nome di volontà e diritti superiori. io dico che un sano dubbio è meglio di qualsiasi assolutismo oltre che ti fa mettere in gioco.



salvatore, 48 anni, calvello (pz).




bellissimo

(10/10) Voto 10di 10

Un film che si lascia scoprire lentamente e inesorabilmente,con una musica potente e struggente a cominciare dalla scena iniziale,degna di un capolavoro.



Anna Simi, 45 anni, Firenze (FI).




Un capolavoro

(10/10) Voto 10di 10

Come non dare il massimo ad un film che raggiunge la sua perfezione sotto tutti i punti di vista. Tecnicamente il film è un opera d'arte per la narrazione, per la csenografia, per la fotografia, per la recitazione e per una colonna sonora struggente fin dalla prima scena. Sinceramente non è neanche lento, perchè la storia è talmente piena (qui il dolore e l'odio della guerra è talmente profondo e dilaniante che un colpo di pistola ha effetti molto più devastanti delle esplosioni spettacolari holliwooddiane) ed intensa di significati che con un ritmo diverso non avresti il tempo di assorbirla. Infine, ad un film girato e narrato in maniera maestosa, dobbiamo unire una storia che racconta il dolore, l'odio, l'amore e la guerra come raramente è mai stato fatto. Una vera e propria catarsi purificatrice, in cui l'amore si trasforma in odio nella sua accezione più pura rappresentata dalla guerra, e culmina in un dolore atroce, per poi trasformarsi nuovamente in amore attraverso il perdono. Un film consigliatissimo, da non perdere, sopratutto a chi non cerca un modo per evadere due ore, ma vuole vivere un'esperienza.



Orlando, 43 anni, Guidonia (RM).





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