Lo chiamavano Trinità
Apre sulle mitiche note di Franco Micalizzi la storia di Trinità (Terence Hill), vagabondo del West che, dopo aver scoperto che il fratello Bambino (Bud Spencer), ladro di bestiame, è diventato sceriffo di una ridente cittadina, decide insieme a lui di fronteggiare il maggiore Harriman (Farley Granger), interessato a cacciare una comunità di mormoni dalle terre che vorrebbe possedere.
Trattandosi di una pellicola del 1970, i riferimenti al cinema di Sergio Leone sono più che evidenti, ma, a differenza dei lavori dell'autore della trilogia del dollaro, si nota immediatamente un certo aumento della dose d'ironia, a partire dalla figura dello sbruffone protagonista.
Non a caso, il compianto regista E.B. Clucher (al secolo Enzo Barboni) dichiarò: "Trinità: un vendicatore di torti mite ma coraggioso, sobrio e pigro. Trinità si dà da fare soltanto quando non ne può fare a meno. La mia polemica era contro l'eroe sudato, sporco, la polvere, il cavallo stanco. Il mio eroe è ricco di humour, un dormiglione, guarda con distacco le donne".
Si è parlato infatti di fagioli western, sottogenere all'interno del quale, al di là di un intuibile retrogusto politico, l'uso delle pistole cominciava ad essere sostituito con sberle e pugni indirizzati ai prepotenti di turno, fornendo una moderna ed efficace alternativa alla vecchia gag delle torte in faccia.
Fino all'esilarante scazzottata finale di un lungometraggio volto principalmente a suscitare risate nello spettatore, grazie anche ai continui, divertenti contrasti tra il burbero personaggio di Bud Spencer-Carlo Pedersoli e quello di Terence Hill-Mario Girotti, i quali, dopo i film interpretati per Giuseppe Colizzi, delineano qui una volta per tutte le avvincenti caratteristiche che hanno provveduto a renderli una delle coppie più popolari del cinema comico. Destinata, dopo il sequel "Continuavano a chiamarlo Trinità" (1971), ad abbandonare cavalli e cappelli da cowboy per trasportare le proprie avventure in tempi moderni, attraverso titoli arcinoti del calibro de "I due superpiedi quasi piatti" (1976) e "...altrimenti ci arrabbiamo!" (1974).
Con trailer, galleria fotografica e due interviste di nove minuti ciascuna ad Hill e al compianto Spencer nella sezione extra, Mustang Entertainment ne ha resa disponibile in dvd una nuova edizione prossima al montaggio e alla durata originali, in quanto la ricerca storico-filologica ha portato al reinserimento di quattro minuti eliminati dalla versione cinematografica integrale distribuita a suo tempo.

La frase:
- "Mi chiamano Trinità"
- "Trinità?"
- "La mano destra del diavolo!"

Francesco Lomuscio

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