Limitless
La domanda centrale, premessa e presupposto, è una delle più classiche: "Voi che fareste al mio posto?". Subentrato dopo Shia LaBeouf (originariamente previsto come interprete principale di Limitless, fino all’incidente d’auto che gli è quasi costato un arto), Bradley Cooper ci ha messo la spavalderia da adorabile canaglia, l’innegabile carisma e il faccino volpino. E, almeno all’inizio, sono sufficienti. Qui l’attore di Filadelfia interpreta Eddie Morra, wannabe-scrittore, rottame a livello economico, professionale e sentimentale, inaspettatamente baciato dalla fortuna all’incontro fin troppo fortuito con una nuovissima droga sperimentale non ancora immessa sul mercato di massa. Droga che, di fatto, permette all’utilizzatore di intaccare la vasta percentuale di materia grigia solitamente inutilizzata dall’umano medio – fino a diventare un brillante tuttologo, precipitare in una spirale egomaniaca e sperimentare un livello tutto nuovo del concetto di crisi d’astinenza. Però, mentre lo stesso protagonista inizia a cadere in un inquietante blackout psicologico dopo l’altro, noi siamo con lui senza capire quanta parte di quel che stiamo guardando sia una colossale baggianata e quanta invece avrebbe potuto essere impiegata meglio. Il paradosso è proprio questo, infatti: spiace che lo spunto iniziale, decisamente intrigante (non originale, ma fornito, va detto, dal romanzo The Dark Fields di Alan Glynn), si diluisca poi confuso in un ammasso smodato di potenziali fili d’intreccio. E s’accumulano, quindi, un De Niro "solito" squalo d’alta finanza, accuse d’omicidio piovute dal cielo e lasciate un po’ per aria, inseguimenti newyorchesi ad opera di cattivoni (russi e non) e le strizzate d’occhio del regista Burger agli effetti visivi più hip del momento. Nota decisamente positiva, il provvidenziale rifiuto di prevedibili moralismi in chiusura, ma per lo spettatore l’effetto rischia d’essere quello di una parabola narrativa tutto sommato insoddisfacente. Un paio di casi di pur soggettiva comicità involontaria (l’utilizzo di una piccola pattinatrice come arma impropria, ad esempio, o la mira fantasiosa di un gangster novello Polifemo) condiscono infine il tutto e mal si sposano con lo spirito generale della pellicola, intenzionatissima a prendersi sul serio.
Di divertente e ben congegnato, a proposito di Limitless, segnaliamo piuttosto lo spot virale che ha iniziato a circolare in rete qualche mese fa (NZT – The clear pill), con un Cooper suadente imbonitore che presenta al pubblico le miracolose virtù della sostanza al centro della faccenda. Particolarmente riuscita è la filastrocca fuoricampo che illustra gli effetti collaterali del prodotto, che "possono includere paralisi, psicosi, amnesia, libido alle stelle, danni cerebrali, coma irreversibile, perdite di coscienza condite da impulso omicida, e morte improvvisa"): una al giorno leva decisamente il medico di torno. Provare per credere... O no? Voi, insomma, cosa fareste?

La frase: "Prima ero cieco. Ora vedevo".

Domitilla Pirro

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