Theater of War
Nel 2006 a New York, Meryl Strip si avvicina a un personaggio che l'affascinava da molto tempo e alla quale era stata indirizzata più volte in precedenza. Si tratta di "Madre Coraggio", l'indimenticabile personaggio nato dalla fantasia di Bertold Brecht, le cui gesta ambientate durante la guerra dei trent'anni sono uno dei più violenti atti d'accusa del XX secolo contro i conflitti armati.

In questo documentario di John Walter, viene presentata la lavorazione dello spettacolo andato poi effettivamente in scena nel 2006 presso il Manhattan's public theater di New York. La scelta dello spettacolo è ovviamente da interpretare in chiave politica, come gesto per agitare le coscienze riguardo ai conflitti in cui gli Stati Uniti sono continuamente coinvolti, anche se come viene del resto sottolineato il potere del teatro di penetrare nell'animo umano è molto sottile nei modi e nelle conseguenze. Tuttavia necessario. Il documentario è suddiviso in quattro atti, ciascuno dei quali descrive i differenti approcci necessari alla realizzazione di un lavoro teatrale complesso e importante come Madre Coraggio. I titoli sono già di per se molto evocativi: 1. Iraq; 2. Marx e Coca-cola; 3. Storie di guerra; 4. Alla ricerca di Bertold Brecht. in queste sezioni emerge in primo luogo lo spirito di Brecht, che vuole essere riproposto nella sua purezza (frequenti sono i riferimenti all'indimenticabile prima berlinese del 1949).
Questa parte di ricerca è non solo imprescindibile, ma anche molto divertente: viene mostrato anche l'uomo, divertente non solo nella direzione degli attori, ma anche in circostanze molto improbabili: viene inserito infatti un filmato degli anni del maccartismo in cui durante il suo pubblico interrogatorio Brecht inscenò una specie di spettacolo satirico a beneficio dei suoi stolti e malaccorti accusatori. Un'altro aspetto importante dello spettacolo, e che viene giustamente salvaguardato è la dimensione sovratemporale della vicenda narrata. Il messaggio di Brecht è valido in ogni luogo e in ogni momento e non si limita al semplice "la guerra è sbagliata", ma mostra come gli uomini si comportano in tempo di guerra, denunciandone l'assurdità in chiave sociale.

L'aspetto forse più interessante è il lavoro che Meryl Strip ha effettuato per capire ed entrare nel personaggio. In un momento del film la Strip rivela di essersi dichiarata contraria a mostrare la lavorazione dello spettacolo perché è come "mostrare una casa nuova partendo dalle fognature e dalle fondamenta". Proprio per questa ragione Theater of war è un documento importante per chi è interessato al teatro e per chi di teatro vive. E' solo un peccato che non sia stato dato altrettanto spazio a un altro bravissimo attore che si era impegnato nell'allestimento nel ruolo del cuoco: niente meno che Kevin Kline.

La frase: "Tutti noi viviamo di guerra".

Mauro Corso

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