26 Novembre 2007 - Conferenza stampa
"Winx - Il segreto del regno perduto"
Intervista al regista.
di Federico Raponi

Annita Romanelli di RAI Fiction, il co-sceneggiatore, produttore e regista Iginio Straffi, l'art director Vincenzo Nisco, il line producer Francesco Mastrofini, l'executive producer Joanne Lee hanno presenziato la conferenza stampa di presentazione del film 'Winx - Il Segreto del regno perduto'.

Come si è sviluppato il lavoro?
Annita Romanelli: come RAI Fiction lo abbiamo coprodotto, ed è stato il punto più alto del percorso intrapreso con la prima serie TV. Ne intuimmo subito le potenzialità e avevamo fiducia nelle capacità di Iginio. Una fiducia ben riposta, i risultati ci hanno ripagato superando anzi ogni previsione, con una saga mondiale diffusa in 130 paesi. C'è soddisfazione per un prodotto made in Italy così di qualità da competere con i grandi del settore. Ed è un progetto ancora in fase di sviluppo in cui abbiamo investito 2 milioni e mezzo di euro, un'eccezione alla nostra regola.
Iginio Straffi: è stato un grande sforzo, a partire dalla Rainbow, lo studio di Roma che lo ha co-prodotto, per competere con i prodotti provenienti dall'America e dal Giappone. Uno sforzo anche in termini di tempo, due anni, per farlo uscire in periodo natalizio. I fondali li avevamo già dalla serie TV, il grosso del lavoro è stato passare tutto in 3D. L'uomo in fuga per noi è la Pixar, che è su un altro livello ed ha una marcia in più anche sulla Dreamworks. Comunque già siamo ad un livello hollywoodiano e la squadra è cresciuta. Il film lo abbiamo pensato per tutti, non solo i bambini ma anche i genitori, perché lo spettacolo cinematografico non deve diventare una punizione per gli adulti. Dall'America, per l'animazione, per lo più arrivano commedie con animali e oggetti viventi. Il nostro invece è un genere nuovo, lo definirei fantasy-action-romance, un esperimento per coinvolgere senza ausilio di gag e battute.

Dal punto di vista tecnico, come è stato il passaggio dal disegno all'animazione?
Vincenzo Nisco: piuttosto complesso. Dal modello disegnato al reparto modellazione e al dipartimento ricerca e sviluppo. E' stato creato innanzitutto lo scheletro per lavorare sui movimenti e sui capelli, la dinamica e le collisioni, e poi il texturing per applicare i tessuti alle stoffe, la pelle ai personaggi, e in ultimo la finalizzazione.

Lei è tornato appositamente in Italia?
Vincenzo Nisco: sì, prima avevo lavorato a 12 film Disney in Australia. Ho conosciuto il fenomeno Winx e ho capito che c'era talento, la voglia di creare qualcosa che non era stato visto. E poi uno ha sempre voglia di tornare nel proprio paese e dare il proprio contributo. Sono qui da più di un anno, soddisfatto di un gruppo affiatatissimo, a livelli internazionali.

Si aspettava questo successo per la serie TV?
Iginio Straffi: fin dall'inizio, da Tommy & Oscar e un budget risicato, abbiamo puntato al mondo e siamo arrivati a 10 televisioni. Poi si cresce, il gruppo si fa più esperto e si arricchisce. Guardiamo gli altri e affiniamo la qualità del prodotto. La qualità viene prima di tutto, ci puntiamo da sempre. Il successo in alcuni paesi è andato oltre le nostra aspettative, superando Spider man, Dragonball, Winnie the Pooh. Nei paesi di lingua inglese invece ci sono stati risultati inferiori a quanto pensavamo perché la promozione è stata fatta male, e inoltre penso che le Winx siano troppo europee, diverse dalle bambine USA casual, "maschiacce" e poco raffinate come invece sono qui da noi e all'Est. Lì indossano pantaloni a vita bassa, scarpe slacciate, magliette larghe, secondo uno stile orrendo che i nostri teen-ager stanno cercando stupidamente di imitare.

Dove verrà distribuito il film?
Joanne Lee: per il momento è stato coperto il mercato europeo: Francia, Scandinavia, Olanda, Belgio, Spagna e Germania. Poi il Medio Oriente, Singapore e Malesia. Oltretutto la campagna è stata estremamente aggressiva, in Francia arriveranno 750 copie. Il botteghino italiano avrà un impatto anche sul territorio USA e inglese, mentre in altri paesi d'Europa e Asia esistono accordi già definiti sulle copie. Il mercato è dominato dalle major come Fox e Dreamworks, ma ci sono tanti indipendenti per i quali la Rainbow può rappresentare un modello.

Come è stata messa insieme la squadra?
Iginio Straffi: è un agglomerato di persone da tutta Italia, poi ci sono italiani all'estero interessati al progetto e tornati, e i talenti recuperati che sono fonti di esperienza. In questo senso ci stiamo adoperando parecchio.

Di quali dimensioni stiamo parlando?
Iginio Straffi: 130-140 unità, con altri piccoli gruppi esterni come a Loreto, dove ci sono 30 persone. E' un lavoro che non si può fare con parti sparse, all'estero ci è servito solo qualche software per i calcoli del rendering. E' l'unico modo per creare una base solida e una cultura. Per fortuna in questo la RAI non lesina risorse.
Francesco Mastrofini: lungo tutto il percorso 3-400 persone, free lance o in aziende. Per i calcoli puri sui singoli fotogrammi avevamo bisogno di 70 kw per alimentare le macchine, 5-6 volte il previsto, e siamo ricorsi ad un fornitore di Hong Kong.

Qual'è stata la sfida più grande?
Iginio Straffi: riuscire a riprodurre in 3D teen-ager con vestiti svolazzanti. Nell'animazione le cose più difficili da rendere sono i capelli, quelli acconciati e lunghi sono complicati da far muovere, il rischio è che sembrino di plastica o pelo. Abbiamo sviluppato un programma apposito per muoverli naturalmente. Come anche i vestiti da sera, o trasparenti, o jeans, perché sembrassero normali e si muovessero in maniera fluida.

Le Winx hanno un fisico da "pin-up" prematuro, e si rivolgono ad un pubblico influenzabile. Avete avuto scrupoli nel realizzarle così?
Iginio Straffi: sì, nei personaggi, nelle storie, nei contenuti. Vestirle in maniera ordinaria non avrebbe esercitato appeal. L'esteriore è un involucro, e il loro look sicuramente è molto fashion, con un design made in Italy, ma niente di eccessivo, ostentato e volgare. Ci è servito per far presa a livello di immagine sulle bambine, poi il messaggio della storia è più importante: l'amicizia, la solidarietà, l'onestà senza scorciatoie a discapito degli altri, oltre a quello più alto rispetto al target, cioè il credere in sé stessi, nelle proprie capacità e l'aspirazione ai propri sogni, il riuscire - con l'aiuto di chi ti vuole bene, gli amici e la famiglia - a essere determinato e positivo. Ci rivolgiamo soprattutto agli adolescenti rassegnati, pecoroni senza ideologie.

Altri progetti?
Iginio Straffi: ancora due film delle Winx. Il secondo sarà molto superiore rispetto al primo, scritto da un maestro di Hollywood, Michael J. Wilson. Per i maschietti invece un'avventura che si mescola a mistero, archeologia e oggetti magici, d'ambientazione europea. Poi la quarta serie tv delle Winx e una delle sorelle minori, le Pixie, e due progetti in studio, ma è prematuro parlarne ora.

A che fase siete del secondo episodio?
Francesco Mastrofini: preproduttiva, al concept dei personaggi e degli ambienti, con novità e - per quelli esistenti - cose da rivedere e migliorare.

Ci saranno cambiamenti nel prodotto e nell'indirizzo di mercato?
Iginio Straffi: il look non cambierà, se vogliamo essere un'alternativa al prodotto USA e portare qualcosa di nostro. In Inghilterra non sono riusciti a venderle a canali terrestri. In America le Winx sono già comparse, hanno ottenuto ottimi ascolti su Fox e Cartoon Channel, e siamo in trattative avanzate con i distributori.

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