03 Maggio 2006 - Conferenza Stampa
"Promised Land"
Intervista al regista e al cast.
di Federico Raponi


Presentato a Roma in conferenza stampa il film "promised land". Presenti il regista Michael Beltrami, l'attore Giuseppe Cederna, il produttore Giovanni Saulini.


Qual è la genesi di questo film?
Michael Beltrami: E' stato un lavoro molto lungo nella gestazione. Ho vissuto molti anni negli Stati Uniti, a Los Angeles ho incontrato tante persone, ho vissuto da vicino molte storie. Ho come approccio quello del protagonista, di riprendere. Infatti c'e' anche materiale mio, una sorta di documentario sugli homeless con cui ho vissuto una settimana e da cui ho preso spunto per la storia della ragazza sparita. L'intenzione era quella di un film che mescolasse realtà e immaginazione su diversi piani. Superare un labile confine, entrare nella vita degli altri, essere spettatore. Dannis Woodruff esiste davvero, l'ho frequentato per diversi anni. Ho recuperato la sua incapacità di distinguere la realtà dalla finzione. Da bambino aveva il sogno di fare l'attore, vincere l'Oscar ed ora è un uomo di 40 anni intrappolato in questo sogno. La realtà diventava film. L'idea di partenza era utilizzarlo, poi il film ha preso un'altra piega. Prima la produzione doveva essere leggera, poi è diventata più canonica. E' stato impossibile ingabbiarlo in un ruolo, i test sono stati una catastrofe. E' un maestro dell'improvvisazione, per cui ho abbandonato l'idea a malincuore. Nella vita ha fatto comparsate, se ne fai 2-3 al mese questo ti permette di vivere. E' diventato un'icona del sottobosco hollywoodiano. Le troupe che fanno riprese su chi non ce la fa vanno a cercare lui.

Dove è stato girato?
Michael Beltrami: In un raggio di 200 miglia intorno a Los Angeles. Non a caso Hollywood ha scelto quel posto, lì trovi tutto.

Per quali motivi questi tempi lunghi di realizzazione?
Michael Beltrami: Per la scrittura e per trovare i finanziamenti. Come al solito, l'eterna storia.

In proposito, cosa dice il produttore?
Giovanni Saulini: Il film è coprodotto dall'Istituto Luce. Essendoci state difficoltà per l'uscita, abbiamo provato il discorso inverso, distribuendo noi. E' una strada difficile e articolata, ed abbiamo avuto modo di conoscere i problemi distributivi. Ci sono 4-5 grossi circuiti, delle lobby, imbuti in cui devi passare. Ognuno gestisce un tot di sale. E' iniziato così un porta a porta nelle sale italiane. Vogliono sapere della pubblicità, dove esce. Saltata l'intermediazione, c'è l'umanità degli esercenti, che è la cosa migliore. Questo determina frammentazione, anche geografica. In Emilia ad esempio c'è grossa disponibilità. Ci dicevano: "dateci i nomi delle altre sale, per creare una sorta di minicircuito ed avere visibilità". Ci sarà un'uscita a catena verso sud, a macchia di leopardo. Il film è già distribuito in Svizzera, dove in parte è stato accolto in modo strano. Perché non è né italiano né svizzero, è commerciale ma finanziato con fondi culturali.

Qual è il suo percorso professionale?
Michael Beltrami: Una filmografia prettamente di documentari, lavoro alla serie "storie" con la TV svizzera. Mi piace molto, si fanno film con storie vere. Si lavora con una drammaturgia come per un film. Per me è un'ottima palestra. Dopo il film ho fatto altri documentari, e scrivo sceneggiature per film a soggetto.

Perché ha scelto la cantautrice Ruth Gerson?
Michael Beltrami: Ero in Svizzera, sul giornale ho letto del concerto e mi sono detto: "perché no?". Sono rimasto sbalordito, la terza canzone della serata era "promised land", e lei anche fisicamente era molto simile al ruolo. Quando gliel'ho proposto, all'inizio non mi ha preso molto sul serio. Come succede nel film".

Cosa l'ha spinta ad accettare il ruolo e come è stata l'esperienza?
Giuseppe Cederna: Sono rimasto colpito dalla commistione, l'America reale che già sembra un film. Come il tipo che aspetta la posta o il barbone che canta nel film, sembravano ancora più forti della storia. E poi tutti i personaggi capiscono qualcosa. Mi sono divertito e mi ci sono affezionato, mi ha dato una gran sicurezza questa piccola parte. Basta una settimana ed entri in contatto con la lavorazione. Comunque non sono un attore snob come si pensa, mi piacerebbe anche la TV.

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