03 Febbraio 2010 - Conferenza
"Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini"
Intervista a Chris Columbus.
di Ilaria Ferri

Il simpatico Chris Columbus ha intrattenuto i giornalisti con una lunga chiacchierata precisando che il film è tratto dal primo romanzo di una saga di cinque libri che in America ha riscosso un successo eclatante (in Italia è stata da poco pubblicata), da molti è ritenuta simile a quella di Harry Potter, spesso citato durante l'intervista, di certo potrà interessare il pubblico amante di questo genere letterario e cinematografico.


Il film è infarcito di citazioni storiche e mitologiche, che rapporto ha con questi argomenti?
Chris Columbus: Esistono molti film su questi argomenti, ma ne volevo fare uno diverso dagli altri. La storia e la mitologia greca sono fonte inesauribile di racconti che hanno superato i secoli senza mai smettere di affascinare. Mi sembrava interessante girare un film in cui argomenti così antichi si mischiassero al mondo moderno. Fortunatamente le tecnologie di oggi ce lo permettono con facilità e così si ha l'opportunità di illustrare ai ragazzi un po' di mitologia in maniera divertente e non banale, cercando di affascinare anche il pubblico adulto.

Nel film c'è una vera e propria ricollocazione dei punti nevralgici della mitologia greca, in punti nevralgici dell'America di oggi. Secondo lei qual è il rapporto tra la mitologia e l'oggi?
Chris Columbus: In parte c'è un legame, nel libro si capisce chiaramente che gli dei dell'antica Grecia hanno vissuto nel tempo, spostandosi nei luoghi dove era detenuto il potere, l'antica Grecia, l'Italia rinascimentale, oggi l'America e chissà dove domani! Il personaggio di Percy Jackson è molto attuale e simile a molti altri eroi, come Spiderman, Harry Potter, questi personaggi hanno in comune di aver fatto dei loro problemi, il loro punto di forza. Hanno avuto la capacità di affrontarli e rigirarli a loro vantaggio, è un messaggio e un invito a farlo per tutti.

Quando si propone la versione cinematografica di un libro di successo è difficile riuscire a trovare un equilibrio tra tutti gli elementi che lo compongono, come ci è riuscito?
Chris Columbus: Secondo me è stato fondamentale trovare l'attore giusto! Ho visto Logan per la prima volta in Quel treno per Yuma (di James Mangold, 2007 n.d.r.) e l'ho trovato fantastico, diventerà un grande attore, non solo una grande star! L'ho ancorato al film e ho lavorato sul suo personaggio per creare tutto il resto, essendo credibile il suo personaggio anche il film lo sarebbe diventato. Abbiamo cercato di creare gli effetti visivi in modo che sembrassero più realistici possibile. Dalle esperienze precedenti ho imparato che gli attori recitando davanti ai teli verdi, senza nessun tipo di scenografia, si sentono molto spaesati, proprio per questo stavolta abbiamo cercato di ricostruire quanti più set possibile, per esempio il Partendone è stato ricreato in studio. Inoltre non fui soddisfatto della riuscita degli effetti speciali del primo Harry Potter, quindi per Percy Jackson volevo avere il meglio.

Rispetto al libro, cosa ha sacrificato e come si è regolato nei tagli?
Chris Columbus: Mentre lavoravamo al primo Harry Potter, avevamo una responsabilità enorme perché la saga era già un successo mondiale. Avevamo gli occhi del mondo puntati addosso e la mia libertà registica era quasi nulla: era totalmente schiacciata dal peso delle aspettative di milioni di fan. Ho cominciato ad avere un po' più spazio solo dal secondo. Con Percy Jackson invece ho voluto creare un film, che sì era tratto dal libro, ma che avesse vita autonoma, concentrandomi di più sulla sua riuscita che sull'aderenza al libro, infatti abbiamo aggiunto delle scene, come quella delle colonne d'acqua o dell'Idra, che nel libro non ci sono.

Girerà anche i successivi film tratti dalla saga?
Chris Columbus: Non voglio essere presuntuoso, se questo primo film avrà successo, mi piacerebbe molto continuare a occuparmene, soprattutto perché amo questa storia e mi è piaciuto molto lavorare con questo cast.

I problemi di Percy Jackson (dislessia e ADHD sindrome da deficit di attenzione e iperattività n.d.r.) potrebbero rispecchiarsi con i problemi dell'America moderna?
Chris Columbus: Mi auguro che il mio paese possa avere i risultati di Percy, ma purtroppo siamo ancora lontani, il viaggio di Percy dopotutto è stato anche più breve e semplice in confronto!

Come mai questo film non è stato realizzato in 3d?
Chris Columbus: Ovviamente ci abbiamo pensato, ma quasi contemporaneamente al nostro film uscirà Scontro tra titani (di Louis Letterier, uscita prevista per aprile 2010), volevamo che Percy Jackson uscisse prima, realizzarlo in 3d avrebbe significato ritardare l'uscita di mesi. Il 3d non è soltanto un tecnicismo, è un modo ottimo per far immergere lo spettatore nel film. Sicuramente voglio lavorare col 3d, ma non di fretta, lo voglio fare come si deve.
Con Harry Potter sono stati lanciati tre giovani attori. Pensa che anche con questo film accadrà?
Chris Columbus: Beh per quanto mi riguarda i protagonisti sono tutti e quattro i giovani (Percy Jackson/Logan Lerman, Grover/Brandon T. Jackson, Annabeth/Alexandra Daddario, Luke/Jake Abel n.d.r.), sono tutti bravissimi e hanno saputo creare un'alchimia con il personaggio di Percy. Alexandra Daddario è fantastica, incredibilmente fotogenica, per trovarla ho fatto un casting a New York, perché le ragazze di Los Angeles sono troppo magre, non sarebbero mai state credibili con una spada in mano!

Come ha nutrito la sua fantasia, quali libri e film l'hanno colpita di più da bambino?
Chris Columbus: E' difficile rispondere a questa domanda. I miei lavoravano entrambi in fabbrica e vivevamo in una cittadina sperduta dell'Ohio, ho passato tutta l'infanzia a leggere libri di ogni tipo: dai romanzi ai fumetti della Marvel; e a vedere film, quelli che mi hanno segnato di più sono stati "Il padrino" e "Mezzogiorno e mezzo di fuoco". Quello che è certo è che bisogna sempre avere fame di cultura e desiderio di sapere, non bisogna mai rinunciarci.

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