16 Febbraio 2006 - Intervista ESCLUSIVA
"Prova a incastrarmi - Find me Guilty"
Intervista a Sidney Lumet e Vin Diesel.
di Mauro Corso


Incontriamo Sidney Lumet prima e poi Vin Diesel in un lussuoso albergo durante un pomeriggio piovoso a Berlino. Lumet è molto affabile e disponibile. Mentre Diesel è davvero elettrizzato e su di giri, forse perché si trova qui per la promozione del suo primo film "serio" secondo standard critici convenzionali. Sidney Lumet guarda il registratore su cui sto registrando, indica il minuscolo schermo a cristalli liquidi ed esclama: "Ti rendi conto che un giorno si potrà vedere un film su una cosa del genere? Quando questo accadrà sarà un momento molto triste".

Quante macchine da presa ha usato?
Sidney Lumet: Se avessi potuto ne avrei tre, ma a causa della conformazione del set ne ho potuto. Avrebbe fatto una grande differenza.

Quando ha preso la decisione di raccontare questa storia?
Sidney Lumet: Sono molto interessato a storie in cui l'autorità è sbagliata. Venti persone sotto processo, due anni di udienze,settantasei capi d'accusa e la giuria decide in 14 ore. Quale può esserne la causa? Qualcosa deve essere successo, non stiamo parlando di idioti, il governo non è idiota. Si tratta delle personalità coinvolte. Ho pensato subito al processo a OJ Simpson, ero affascinato dal caso e l'ho guardato a lungo in televisione. Allora ho pensato: è assolutamente colpevole! Dopo il verdetto di non colpevolezza sono stato molto surpreso. Non era OJ ad avere una grande personalità, non testimoniò neanche, ma il suo avvocato Johnny Cochram: aveva una personalità enorme. Aveva umorismo, sofisticazione, intelligenza, charme, non era mai ostile, non gridava mai contro il pubblico ministero. Diceva: non manderete certo il mio cliente in prigione. E questa personalità ha sovrastato i fatti. Come nel caso DiNorscio. Questi non aveva censore tra il cuore e la bocca. E la sua personalità è così incredibile. Quando l'ho incontrato mi ha raccontato la storia del macellaio, in tre minuti (un aneddoto raccontato nel film). Un esibizionista. Ma ce l'ha fatta e lo sapevano tutti che sarebbe andata così.

Pensa che ci sia qualcosa di sbagliato nel sistema giudiziario statunitense?
Sidney Lumet: Assolutamente no. Tutto il contrario. Ne stavo parlando proprio oggi con un reporter che mi diceva "ecco da voi le cose vanno così perché il vostro sistema è sbagliato, mentre noi abbiamo un giudicee le cose vanno meglio". Non volevo avventurarmi in una discussione filosofica, non sono qui per questo, ma... fidarsi di una persona invece di dodici? Non se sono io ad essere sotto processo. Perché pensare che un uomo possa decidere meglio, solo perché è un professionista? Mettiamo di trovarci davanti a un giudice. Io dico "la macchina era bianca" e tu dici "la macchina era nera". A chi crederà il giudice? Crederà a quello che "sente" sia più credibile. Così se sono sotto processo, nel momento in cui entro in aula tre giurati mi saranno subito ostili, altri tre saranno affascinati da me diranno "non farebbe male a una mosca" e altri sei si faranno un opinione durante il processo. Avrei molte più possibilità.

Hai una certa fascinazione per i film processuali, come ne Il Verdetto. Come mai?
Sidney Lumet: Non lo so. Non sono una persona introspettiva, non vedo mai un mio film dopo che è stato completato. Una volta finito lo prendo e lo archivio, senza pensarci più.

Ma in un certo senso è anche una commedia... ci sono scene divertenti.
Sidney Lumet: Sì ci sono due livelli come in tutto... pensate al vicepresidente degli Stati Uniti... quando l'ho sentito la prima volta non riuscivo a smettere di ridere.

Come è stata scelta la musica?
Sidney Lumet: Tutto in un film deve contribuire, come la fotografia, la musica eccetera. Fa parte degli attrezzi della nostra professione. Quello che mi è piaciuto è stato di rappresentare la cultura di questi personaggi, che erano cresciuti insieme e d'estate andavano alla stessa spiaggia. Volevo usare la musica con cui erano cresciuti. Avrei potuto usare Sinatra o Louis Prima. Non volevo usare Sinatra perché è stata utilizzato anche troppo per questi film, e costava eccessivamente! Louis Prima non era a buon mercato ma era ugualmente rappresentativo. Così l'ho usato all'inizio e alla fine, con un effetto ironico che ho trovato perfetto.

Perché hai scelto Vin Diesel per il ruolo del protagonista?
Sidney Lumet: Quando parliamo di action hero siamo tutti un po' snob, io per primo. Dovremmo avere imparato adesso a non esserlo. Ad esempio ho dato a Sean Connery il primo ruolo drammatico. E poi abbiamo gli esempi di Clint Eastwood, Gary Cooper. È successo tante volte in passato, che attori d'azione diventassero poi grandi. Se il film avrà successo capiterà anche a Vin. Alcuni anni fa lavoravo a un film che non ho mai realizzato per mancanza di finanziamenti. L'agente di Vin mi mandò un film di venti minuti che lo stesso Vin aveva prodotto e realizzato con i propri soldi ,"multifacial", che parla di un attore che cerca un lavoro. Così si trovava ad interpretare varie parti durante diversi provini. E ho pensato che era un attore eccezionale.

Detto questo passiamo proprio a lui, Vin Diesel, la star di Find me guilty.



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