| Titolo film: |
Il segreto di Vera Drake |
| Opinioni presenti: |
48 |
| Media Voto: |
7 -  |
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Attenzione: nei testi delle seguenti opinioni, potresti trovare parti rivelatorie del film.
Il parere di Alessandro, 29 anni, Caprarola (VT)
Andate a vederlo... |
Voto 8 di 10  |
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Il tema dell’aborto è stato trattato in molte “salse” dalla filmografia contemporanea e non. leigh da sfogo a tutta la sua vis censoria nei confronti dei vizi e delle virtù della società anglosassone e alla sua originalità, un esercizio di non poco conto considerando che nella pellicola sono comunque rintracciabili i temi cardine della sua arte cinematografica e considerato anche che prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto.
londra 1950, vera (staunton) è una madre di famiglia, piccolo borghese, sulla cinquantina impeccabile e irreprensibile che ama il marito, corrisposta, adora i suoi figli, un maschio e una femmina che vivono con lei. lavora come donna delle pulizie, è sempre pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno e in più da anni pratica l’aborto gratis alle ragazze “in difficoltà”. un giorno quest’ultima attività di vera verrà rivelata dando vita al caso giudiziario dell’anno.
dicevamo dell’aborto, il filo conduttore di gran parte del film insieme alla rappresentazione, quasi fiabesca e in alcuni momenti surreale e anche irritante, di questa famiglia inglese del primo dopoguerra, che il regista tratta in tutte le sue molteplici sfaccettature. il dramma che si cela dietro una situazione, l’ignoranza dietro un’altra e l’incoscienza alle spalle di un’altra ancora. passando magari per il pentimento tardivo di una giovane ragazza di colore e la paura di una moglie infedele.
il regista non si fa mancare neanche il paragone con chi, benestante e appartenente ad una famiglia ricca, arriva alla stessa conclusione ma con un altro “tatto”…
e’ difficile rintracciare nella storia di leigh una sorta di accusa nei confronti di questa pratica anzi, dal momento che vera viene scoperta diventa chiaro, da li alla fine, di cosa ci sta parlando realmente il regista. quello che il pluripremiato autore inglese ci rappresenta è un “semplice” e triste dramma familiare. con tutte le sue riflessioni, le sue amarezze, le sue speranze, le sue contraddizioni e le sue ambiguità.
e leigh conferma tutta la sua bravura nel mettere sulla pellicola quello che vuole dire, che sia condivisibile oppure no.
la fotografia è impeccabile, emozionante, potremmo dire “profumata” e i personaggi rischiano di “bucare” il grande schermo per quanto sono ben diretti, caratterizzati e approfonditi, in un aggettivo, teatrali.
ce ne è anche per la giustizia inglese, anche se ha il merito di essere molto rapida, che condanna vera. ma l’esatta pena per vera non è la galera, è sapere la sua famiglia “monca” che l’attende dopo averla comunque già perdonata. una vittoria nella sconfitta per la massaia “missionaria”.
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Questa opinione è stata scritta da:
Alessandro
29 anni
Caprarola (VT). |
(16 Novembre 2004) |
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