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Oxford Murders - Teorema di un delitto

Opinioni presenti: 17
Media Voto: Media Voto: 6.5 (6.5/10)

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brutto,brutto,brutto

(1/10) Voto 1di 10

Devo assolutamente abbassare la media di questo film ridicolo ,scontato e fuori luogo sia per i personaggi poco credibili (wood può fare solo frodo) e per la storia che è piatta dall'inizio alla fine. Scene di sesso multiple che di solito in un film che non è un harmony sono solo una volta e non 3 con annessa scena dove l'infermiera sexy ninfomane ha solo addosso un grembiule, e poi i dialoghi ostentati palesando una cultura matematica veramente ridicola e copiando a mio parere dan brown. Film da non consigliare per niente e da non rivedere.



Roberto, 30 anni, Bologna.




stupito

(10/10) Voto 10di 10

bella sorpresa nn me lo aspettavo^^



fabrizio, 26 anni, torino (TO).




Oxford murders

(8/10) Voto 8di 10

Film molto interessante e ben sviluppato. Sullo sfondo del giallo, la pellicola, attraverso dialoghi ben architettati, affronta argomenti tra il matematico ed il filosofico. Apparentemente pesante, Oxford Murders è, in realtà, un film piacevole e ottimamente recitato, con un discreto colpo di scena finale. Insomma, una pellicola originale che merita di essere vista...ma solo se siete ben svegli!



Trixter, 36 anni, Roma.




Anti C.S.I.

(8/10) Voto 8di 10

Scoprono il cadavere di una anziana signora un professore di Oxford ed un suo studente e si ingegnano di scoprire il colpevole. Apparentemente mera disquisizione su ciò che è dimostrabile e quindi vero e l'immaginabile,cioè il falso, la storia invece scalda ogni battuta con la convinzione che l'interazione tra esseri umani è l'unico modo per vivere. Madre e figlia, professore e studente, locatario e inquilino, infermiere e paziente, padre e figlia, coppie insomma all'interno delle quali il duale esistere in parallelo crea conseguenze di ogni genere, chiamate Vita. La visione del film è che non si può avere una sola Verità ma solo quella che tocca le corde del cuore di ciascuno e che onestamente quindi affermiamo per questo essere reale ed autentica pur non essendo unica. Così il vero colpevole degli assassinii del titolo si saprà solo dopo che la matrioska avrà mostrato le molte bambole al suo interno, i molti esseri umani coinvolti nell'indagine del tutto lontana dalle ricerche di comprovata pura scientificità stile CSI. Del resto non è l'unica sfaccettatura della pellicola quella di film giallo, c'è la riflessione filosofica, la rappresentazione del bene e del male che manichea non è ma ha le sfumature di una tesi dimostrata e confutata da conversazioni di spessore, dove nessuno ha torto e nessuno ha ragione, dove 2 più 2 farà sempre 4 a meno che non si addizionino sentimenti piuttosto che numeri. Il ruolo dello studioso, dell'intellettuale , è messo in discussione: i suoi progressi teorici servono ad una conferenza tra pari, ma quei numeri e calcoli prevedibili e dimostrabili fallano miseramente nell'interserzione calda e vibrante di esseri umani, sicchè anche la rappresentazione della realtà che un regista offre è ovviamente da intendersi parziale e soggettiva. La farfalla il cui battito d'ali scatena l'uragano nell'altro emisfero esiste, e fermarla significa privarsi della sua fatale bellezza. Ottimo interprete si conferma lo splendido John Hurt - il professor Seldom. Meno immediato l'apprezzamento di Wood- lo studente. Eppure il suo sguardo sempre troppo stupito anche mentre recita teoremi matematici mostra da subito una sana dicotomia , gli assicura una visione dei fatti risolutiva ,pur se ad un prezzo personale. La fotografia e l'ambientazione non usano la città universitaria per esaltarne l'anzianità, anzi le aule pullulano di ricerca e volontà di nuovo; il professore è sessantenne ma vivo ed amante e tiene testa al discente senza punti di vista precostituiti dalla narrazione e così anche la anziana signora e la figlia nei diverbi iniziali. L'epilogo appare affrettato e alcune scene un poco insistite ( lo scienziato mutilato nel corpo e nell'anima dalla fredda ricerca della verità e che finirà per scandire solo un nome di donna...)



Chiara, 55 anni, Roma (RM).




Bello da vedere

(7/10) Voto 7di 10

Una pellicola fatta bene, bella storia intrecciata con leggeroimpegno nel seguirdo dato che cmq parlano dei grandi e grossi matemateci si parla sempre di formule..cmq lo consiglio



Marco Flavio, 21 anni, Palermo (PA).





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