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Il gusto dell'anguria

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grande film , off come pochi ma di grande impatto.

(9/10) Voto 9di 10

Trama : siamo a taiwan dove una terribile siccita' sta costringendo gli abitanti a dover trovare surrogati dell'acqua in ogni modo,acqua che per i popoli orientali sappiamo fonte di vita e ispirazione ,e molti abiatnti la trovano nell'anguria , che viene usata in ogni modo,anche per esaltare le pratiche sessuali. due apparentemente anonimi e non congruenti personaggi (uomo e donna ) si incontrano nel palazzo dove abita lei, per poi scoprire che tempo addietro si conoscevano e lui faceva il venditore di orologi mentre lei ha dovuto partire per una ostica parigi ( vicenda narrata, nel qui in italia,sconosciuto film" che ora e' laggiu'").pero' lui non sa come dirle che mentre tra loro risboccia una sorta di trasporto e sentimento lui fa il pornodivo al piano di sopra dove la ragazza abita.... ragazzi un film estremo come pochi.assistiamo a scene di una potenza assoluta nel loro dipanarsi con delle terribili metaformosi caratteriali da parte dei protagonisti, con il pornodivo che deve cercare di uscire dalla sua scatola meccanica di produzione del sesso ( lui non riesce a far l'amore con la ragazza verso cui sente qualcosa ma lo fa tranquilalmente con le pornostar) , deve trovare il modo di aprire una valigia che simboleggia cuore e amore della fidanzata , e nel contempo non vuole assolutamente che lei entri a contatto e conoscenza del suo vero alvoro per pudore e vergogna.il film e' parlato pochissimo, inframezzato da balletti onirici che omaggiano fred astaire e ginger rogers ( vedere per credere!) , balletti che cominciano quando i protagonisti, sporchi e maledetti dall'ambiente in cui lavorano,vogliono ricreare una sorta di mondo parallelo in cui trovare purezza.purezza che in mancanza di acqua deve cercarsi nei surrogati,come l'anguria.sono bellisisme le scene in cui circondato da dvd di ogni tipo a tema pornografico lui non si eccita nel fare l'amore,onirica la scena iniziale in cui l'anguria e' un surrogato della vagina,e in cui in una sorta di catarsi della alienazione del lavoro si fa l'amore con una morta....(!).tutte scene che colpiscono come un maglio a potente pressa,ma non sono mai gratuite e stampate li' solo per gusto del vedere povero e infruttifero.ma quasi poetiche nel loro contesto, perche' c'e' un ritorno inverso alla realta',quando abbandonati i panni sporchi del pornodivo si puo' vivere i momenti piccoli della vita con gioia come un gioco di ombre cinesi ( spettacolare !) mangiando durissime chele di granchio , camminando sui piedi del compagno o facendo un finto parto-anguriale.....uno spettacolo per gli occhi, una martellata per la nostra coscienza e il nostro spirito. andateci preparati .....



Pietro, 41 anni, Gessate (MI).




La realtà peggiore della pornografia

(7/10) Voto 7di 10

L'inizio del film è immediatamente inserito nel messaggio principale che esso vuole esprimere: l'ambiente estraniante di una generica metropoli moderna fatta di cemento e neon viene attraversata in modo del tutto insiginificante dalla figura di due donne che, camminando in direzione opposte, si incronciano al centro dell'inquadratura senza nemmeno accorgersi della presenza altrui. Segue, improvvisa da essere quasi violenta nei confronti del pubblico, una scena sessuale tra due persone volutamente fittizia e artefatta in quanto lo strumento del piacere è una mezza anguria che sostituisce in tutto e per tutto l'organo sessuale femminile. Ecco che il rapporto tra la falsità dell'atto sessuale e la vita di tutti i giorni, caratterizzata da un'assoluta estraneità generale e una profonda alienazione, è immediato. Un film molto interessante, inframezzato da magnifiche quanto stridenti, rispetto al clima generale del film, scene musicali ed interpretato molto bene dai due protagonisti. certo, a volte il film sembra addormentarsi un pò, ma lo si può tranquillamente giustificare dato comunque il voluto senso di profonda sonnolenza e di ignavia che vuole comunicare. Così come le angurie trasportate pigramente dalle acque torbide del fiume si parla di un genere umano alla deriva, in cui nemmeno gli istinti primordiali riescono a risvegliare e a risvegliarsi da un generale e definitivo (?) senso di torpore. Perfino animali semplici come i granchi appaiono senza dubbio più vivi nella loro disperata ricerca di salvezza, mentre i due protagonisti, sebbene restino impauriti e schifati alla vista dei crostacei, vengono rappresentati, nella bella scena in cui le ombre si cibano finalmente dei poveri granchi, come i veri mostri primordiali. La mancanza di acqua e la generale siccità corrispondono perfettamente, come un abito su misura, alla perdita di ogni tipo di sentimenti da parte del genere umano. Finale criptico e meraviglioso. P.S: ho trovato interessante la reazione maggioritaria del pubblico in sala, il quale, forse per demonizzare l'imbarazzo generato da molte scene del film, è scoppiato più volte in risate fragorose, del tutto fuori luogo rispetto allo squallore che il film vuole emanare.



Federico, 29 anni, Lucca (LU).




Riflessione cinematografica sul sesso ai giorni nostri.

(5/10) Voto 5di 10

Esco appena adesso dal cinema e scrivo "a caldo". Per 3/4 del film ho sbadigliato, devo ammetterlo. Sono abituata a film coreani-giapponesi-cinesi, ma mai prima d'ora ho sopportato così malamente la lentezza esasperante di questo film. Lentezza che non aggiuge nulla a ciò che vorrebbero dire le immagini. Insomma non si sa dove voglia andare a parare. La solitudine raccontata è evidente, ma basterebbe per questo percorrere le strade di una qualunque città per rendersene conto, senza pagare il prezzo del biglietto. Le scene pornografiche suscitano in sala un'amara ilarità (anche se ci sarebbe piuttosto da piangere). Gli intermezzi musicali sono l'unica cosa intelligente del film, servono almeno a tener desti, specie quello in cui si deride il ruolo della donna nelle canzonette sdolcinate degli anni '60 sembra particolarmente riuscito. Gli altri sono talmente kitsch e scopertamente ambigui da risultare stridenti col resto del film (intento voluto? non è chiaro.) La citazione da Allen sembra molto intelligente: vista questa scena oggi, confrontandola con un film degli anni '70 sembra che in fatto di sesso le cose siano alquanto peggiorate. Si veda la totale mancanza di ironia e complicità al dover metter in padella dei granchi. Dove Allen e Keaton scherzavano e ridevano un pò disgustati, qui la scena si svolge con condimento di risolini nel silenzio e imbarazzo generale. Non commento la scena finale del film per non toglier a nessuno il piacere di vederla, ma suscita amare riflessioni. I suoni emessi dalle donne durante le sco**te sono disturbanti davvero: pare incredibile che un uomo sano di mente possa sco**re con una cinese che sembra "da copione" debba emettere quei suoni. (Nei film porno orientali tutte le donne emettono lo stesso genere di suoni di una monotonia sconfortante). In fondo credo tasti il polso di un'epoca. Bisognerebbe in effetti seppellirlo sotto terra in una di quelle cassette atte a contenere il passato degli esseri umani e chiedere un parere a qualcuno fra cent'anni. Sarei curiosa di sapere la risposta! A parte ciò un qualsiasi film porno, che è altrettanta finzione, solo più patinata, e se possibile, ancor meno realistica, renderebbe allo stesso modo bene l'idea di un'umanità devastata dalla solitudine, in cui i rapporti sociali e sessuali stanno diventanto sempre più problematici.



Amanda, 25 anni, Milano (MI).





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