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La notte del giudizio











Il sogno americano, nel 2022 de "La Notte del giudizio" ("The Purge"), ha un lato oscuro di violenza da disparità sociale. Con dei "nuovi padri fondatori" (solo citati, al pari di invisibili divinità) e una disoccupazione all'1%, la crisi economica sembra superata.
Tuttavia, rifiorisce grazie principalmente al commercio di armi e sistemi di sicurezza, mentre le pulsioni aggressive della popolazione vengono incanalate con apparente successo nel regressivo recinto temporale dello "sfogo" annuale, in cui è possibile ogni crimine, con rituali di sacrificio e purificazione per sublimare una crudeltà ormai interiorizzata e di massa. Questo però non libera da paura ed ansia (visibili sui volti di madre e figlia allo scoccare dell'ora X, annunciata da una cupa sirena e dai meccanici rumori dell'attivazione delle blindature), dato che nessuna difesa è perfetta quando non si interviene sulle cause che minacciano la civile convivenza. Inoltre, per i detrattori, tale soluzione rappresenta la volontà dei benestanti - per lo più WASP, di elegante aspetto e dialettica - di far fuori i settori improduttivi quali malati, poveri, indifesi, in un una sorta di battuta di caccia che per i ragazzi è un gioco infantile (durante l'assedio, prima dell'assalto, ballano, srotolano lo jo-jo, vanno sull'altalena), e negli adulti dà sfogo anche ad un'invidia della ricchezza del vicino che falsa ogni supposta amicizia.

Scritto e diretto da James Demonaco ("Il Negoziatore"), il film guarda ad un malessere generale pure a partire da un nucleo domestico dove ogni sera a cena si ripete il sereno, superficiale racconto della giornata, quando invece i figli esprimono fantasie efferate (il maschio ha costruito un'inquietante, evocativo robot-bambola semibruciato che si aggira su un cingolato). Semplificando all'estremo il "mors tua vita mea", e sfruttando la tensione del buio, di chiusi ambienti ristretti e di un reciproco braccarsi, l'apologo accumula morti e litri di sangue prima di sentenziare, infine, che la solidarietà paga.

La frase:
"Liberate la bestia e sfogatevi nelle strade".

a cura di Federico Raponi

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