Chicha tu madre
Cosa può fare un uomo quando gli viene negato di vedere le partite della sua squadra di calcio preferita, perchè considerato uno iettatore?
Come può reagire quando si ritrova pieno di debiti, accumulati dal padre, una moglie che non lo ama e che non ama, fa un lavoro che non gli piace e la figlia adolescente rimane incinta?
O si trasforma in un killer come il protagonista di "Un giorno di ordinaria follia", o riprende in mano la sua vita e cerca di cambiarla. Oppure fa come Julio Cesar, il protagonista di "Chicha tu madre" e si rivolge ai tarocchi, per chiedere consiglio...
Le carte per Julio rappresentano un contrappeso alle sue preoccupazioni, lo aiutano a non dover scegliere, a pensare, gli insegnano che la vita è come la ruota della fortuna, sempre in movimento.
Come la sua vita, un continuo girovagare tra le strade di Lima dove fa il tassista e intanto si esercita a leggere i Tarocchi.

Julio è l'uomo comune che vive alla giornata e quando si ritrova qualche soldo in tasca lo spende tra prostitute e gratta e vinci, ma sa superare le varie avversità con una leggerezza invidiabile. Una leggerezza che gli permetterà, alla fine, di vincere su coloro che lo volevano umiliare e a riavvicinarsi alle persone care, in un imprevedibile processo di trasformazione nel quale: abbandonerà la propria casa, incontrerà un nuovo amore e intraprenderà un viaggio.
Julio è un uomo pieno di difetti, ma di buon cuore, amabile ed eroico nel suo vivere quotidiano. Il regista e sceneggiatore, Gianfranco Quattrini, lo segue con simpatia e partecipazione attraverso le strade di Lima: i suo bar, le luci al neon, il traffico caotico diventano protagonisti, essi stessi, del film; grazie, anche, alla bella fotografia di Ivan Gierasinchuk, che rende vividi i colori. Il blu, il rosso, il verde acceso sono elementi essenziale alla messa in scena della vita di Julio.
La sceneggiatura, però, tende ad appesantire il film con troppi avvenimenti, che non sempre risultano coerenti e spesso sono faticosi da seguire. Troppe sottotrame che appesantiscono la visione e rallentano il ritmo.

Un film che come il suo protagonista ha pregi e difetti, ma se si entra in empatia con il suo eroe diverte.

La frase: "L'unico modo per crescere è affrontare la figura paterna".

Elisa Giulidori

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