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Carnage











Nonostante i guai con la legge il famoso regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico naturalizzato francese, Roman Polanski torna a parlare della borghesia indagando con sguardo malizioso, irriverente e divertito per andare al di là delle apparenze e delle convenzioni sociali. "Carnage", adattamento cinematografico di una famosa piéce teatrale intitolata "The God of Carnage", è una vera e propria black comedy girata in tempo reale ossia senza ellissi o salti temporali che si sviluppa in un’unica location costituita dal pianerottolo di un appartamento, un soggiorno e un bagno. Non vi sono sbalzi o tagli, non vi è alcun commento sonoro e perfino i movimenti della macchina da presa sono ridotti all’essenziale, ma comunque particolari, facendo sì che anche lo spazio si integri, entri a far parte del contesto, diventando rappresentazione essenziale dello spirito del film, cosa che accade molto spesso nelle rappresentazioni teatrali. E’ una scenografia ricca di dettagli ed elementi in cui si muovono solo quattro attori che hanno in mano il successo del film, in questo spazio angusto creano un’opera corale ad effetto che colpisce il pubblico facendolo ridere e riflettere. Tutto è affidato agli interpreti che ancora una volta mostrano la loro bravura a cominciare dai premi Oscar: Kate Winslet, Christoph Waltz e Jodie Foster cui si affianca un’eccellente John C. Reilly. Sono due coppie contrapposte, sposate che cercano di risolvere in maniera pacifica una violenta lite scoppiata fra i loro figli di undici anni, che vede la vittima con le labbra gonfie e gli incisivi rotti. Se all’inizio tutto sembra perfetto e il rapporto fra le due coppie è amichevole, mano a mano che passa il tempo il clima diviene sempre più teso tanto da scatenare un vero e proprio litigio in cui vengono meno le sovrastrutture della convivenza civile. Il diverbio sfocia nel conflitto verbale di tutti contro tutti, si creano fugaci alleanze che velocemente si sfaldano tornando a formarsi con altri soggetti, emerge così la vera natura delle persone. E’ il conflitto il motivo dominante, che si sviluppa nell’esternarsi dei sentimenti e dei pensieri più profondi delle persone così diverse fra loro, è un filo rosso su cui si innestano diversi temi come il matrimonio, il rapporto con i figli e le differenze nel modo di vedere e comportarsi fra uomini e donne. Fin quando gli uomini improvvisamente solidarizzano fra loro in maniera forte e decisa, mentre le donne continuano a combattere in competizione l’una con l’altra. Un gioco al massacro in cui non esistono ruoli, è un momento liberatorio e catartico cui fanno da contro altare proprio i due ragazzini che, dopo aver dato sfogo ai loro impulsi più primitivi ed essersi picchiati, ora sono amici.
"Carnage" è una divertente commedia dai ritmi costanti e veloci, capace di far ridere e riflettere proponendo una situazione assurda, ma fin troppo reale.

La frase:
""Vuole sapere in cosa credo io Penelope? Credo nel dio della carneficina, l’unico che comanda da sempre. Lei dovrebbe sapere meglio di tutti che la prima forma di diritto è la forza bruta"".

a cura di Federica Di Bartolo

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