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Una donna per la vita











Appena superati i titoli di testa, abbiamo immediatamente Biagio Izzo e famiglia coinvolti in una gag presso una pompa di benzina dove si trova Maurizio, incarnato dallo stesso Maurizio Casagrande che, dopo una carriera cinematografica di quasi quindici anni che lo ha visto attore in un’infinità di pellicole, da "Premiata pasticceria Bellavista" (1998) di Franza Di Rosa e Vincenzo Salemme a "Napoletans" (2011) di Luigi Russo, debutta nella regia tramite una commedia scritta da lui stesso.
E, nel piccolo ruolo di un agente immobiliare, abbiamo proprio Salemme nel corso dell’oltre ora e quaranta di visione che, in seguito a un incidente automobilistico avuto nel momento in cui stava partendo per le vacanze insieme alla inconcludente e superficiale fidanzata Marina alias Sabrina Impacciatore, vede Maurizio decidere di lasciarla e chiedere all’amico medico Paolo, con le fattezze di Neri Marcorè, di togliergliela definitivamente dai piedi; mentre lei, a sua volta, lo supplica di convincerlo a tornare.
L’oltre ora e quaranta di visione che, però, tira presto in ballo la tanto bella quanto misteriosa Nadine, cui concede anima e corpo la Margareth Madè di "Baarìa" (2009), destinata a sconvolgere il cuore del protagonista; man mano che, tra situazioni evidentemente derivate dal cinema di Totò e perfino un omaggio a "Blade runner" (1982) di Ridley Scott, fanno le loro brevi apparizioni diversi amici e colleghi casagrandiani, dalla signora ammazza-mariti Simona Marchini a un grottescamente disperato Maurizio Mattioli, passando per Pino Insegno e Giobbe Covatta, rispettivamente nei panni di un avvocato e di un sacerdote.
Fino a un epilogo che, sfruttato in diversi film dell’orrore italiani e stranieri e con evidente citazione dall’argentiano "Inferno" (1980) annessa, si trova ad assumere i connotati di uno degli elementi più azzeccati dell’operazione; la quale, nonostante la non disprezzabile partenza, tende presto a infiacchirsi a causa di un’impostazione eccessivamente teatrale. Riuscendo, di conseguenza, a regalare risate allo spettatore soltanto in pochissime occasioni... oltre a consigliargli di non correre quando si trova alla guida.

La frase:
"Le donne innamorate sanno sempre tutto".

a cura di Francesco Lomuscio

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