Milano Palermo - Il ritorno
E’ vero, in Italia manca il cinema “di genere”, ma può essere questa una giustificazione per apprezzare qualsiasi film che tenti questa strada?No, almeno per chi scrive. Si fa questa premessa per rispondere ai molti che saranno (e fa piacere, ci mancherebbe!) felici o comunque soddisfatti dalla visione di “Milano-Palermo: il ritorno”. E questo perché con delle ambizioni volutamente (parole del regista Claudio Fragrasso) dirette ad “emozionare” attraverso sparatorie, inseguimenti e una contrapposizione buono/cattivo chiara e accessibile a chiunque, un pubblico di riferimento lo si trova quasi sempre.
Il sequel di quello che fu nel 1995 un successo di pubblico e critica, nonché il vincitore di numerosi riconoscimenti italiani (David di Donatello) e stranieri( Festival del cinema d’azione in Francia), è infatti un prodotto semplice e televisivo e, di conseguenza. neanche utile ad un rilancio del genere.
Per semplice si intende l’intera struttura, sia narrativa che registica/scenografica. La storia è davvero solo il pretesto per vedere qualche scontro a fuoco e scena d’azione. L’ex pentito interpretato da Giancarlo Giannini, dopo anni di carcere, vuole tornare in Sicilia. Il suo scopo è vendicarsi, ma allo stesso tempo c’è chi vuole fargli pagare il suo tradimento. Ecco quindi che la scorta capitanata da Raoul Bova si trova coinvolta in attentati, assalti e omicidi durante il ritorno in automobile (l’aereo no?) nell’isola.
Ok, nessuno ha detto che una storia d’azione debba essere credibile, ma quel che davvero rende continuamente dubbiosi spettatori che siano anche solo un minimo maliziosi, è il capire i percorsi mentali dei personaggi. Si è pronti ad accettare una sparatoria a Montecatini in mezzo alla gente (così come una macchina che colpisce un elicottero in Die Hard 4, per fare un esempio), ma quando non si capisce perché tutti i personaggi si comportano sempre in maniera illogica, allora ci si comincia a staccarsi dalla storia e, di riflesso, dall’emozione ricercata dagli autori (intenzioni palesate in conferenza stampa dagli stessi). Perché incontrarsi in un casello abbandonato senza alcuna prova di reale scambio di sequestrati (i cattivo Lo Verso che ha preso il figlioccio di Bova e quest’ultimo che dovrebbe consegnare Giannini ai suoi possibili carnefici)?Perchè la scorta non avverte nessuno una volta che ha individuato il nascondiglio dei “cattivi”?Perchè Bova se ne va tutto solo per l’Italia?E così tante altre piccole svolte che però, prese assieme, minano non tanto la credibilità della storia, ma quelle dei suoi personaggi.
Allo stesso tempo, ma per un altro tipo di critica, quel “Nino papà “ che chiude il film è quanto di più retorico e “cascabraccia” possibile, tentativo estremo di dare anche una sorta di contenuto ad un restante che aveva percorso tutti altri binari.
Sul “televisivo” (aggettivo abusato da molta critica quando vuole parlare male dei film italiani) c’è purtroppo tanto da dire. Va bene che i volti che parteciparono al primo Milano-Palermo hanno poi riproposto proprio sul piccolo schermo personaggi analoghi con “Ultimo” e “Distretto di polizia” raggiungendo così il grande pubblico e creando una sorta di coincidenza tra attore e personaggio televisivo, ma se questa può essere considerata una sfortuna imprescindibile per un film come “Milano-Palermo: il ritorno” allo stesso tempo la scelta del resto del cast, quello insomma “nuovo”, che non aveva partecipato al primo episodio, si è andati nella stessa direzione. La new-entry Simone Corrente fa anche lui parte di Distretto di Polizia (con Menphis) e anche lui ha partecipato ai due “Ultimo” (assieme a Bova e sempre Menphis), così come Gabriella Pession è un’altra attrice purtroppo resa celebre da una fiction, “Capri”. E sulla stessa strada si muove il linguaggio visivo di Fragrasso che, vuoi per mancanza di budget elevato, vuoi per una lunga esperienza anche televisiva, vuoi per altre ragioni, gira in tutto e per tutto come se si trattasse dell’ennesimo serial italiano.
Certo, il primo Milano Palermo probabilmente ha ispirato le serie tv venute dopo, ma ora come ora, queste composizioni di immagini al cinema sanno troppo di déjà-vu.
Il cast fa quel che può, ma il resto è troppo pesante per essere sollevato dalle sole interpretazioni. Peccato, saremmo pronti ad apprezzare un cinema di genere anche non credibile o con basso budget, ma che almeno dietro ci sia un’idea di cinema e non una serie di scene madri, che sono più che altro luoghi comuni di emozioni non vivibili.

La frase: "Per te l’odio è un sentimento troppo profondo".

Andrea D'Addio

Scrivi la tua recensione!


FilmUP
Trailer, Scheda, Recensione, Opinioni, Soundtrack, Speciale.














I FILM OGGI IN PROGRAMMAZIONE:
La voce di Hind Rajab | 2 cuori e 2 capanne | Melania | Father Mother Sister Brother | No other choice - Non c'è altra scelta | L'agente segreto | Elisa | Norimberga | Incontri ravvicinati del terzo tipo | La villa portoghese | La piccola Amelie | Una di famiglia - The Housemaid | Il rapimento di Arabella | I colori del tempo | Inland Empire - L'impero della mente | Franco Battiato. Il lungo viaggio | Come ti muovi, sbagli | Greenland II - Migration | Amadeus | Le città di pianura | La grazia | Amour | Cinque secondi | Ultimo schiaffo | Per te | Divine Comedy | Gioia Mia | Mercy: Sotto accusa | Old Boy (2003) | La mia famiglia a Taipei | 28 anni dopo: Il tempio delle ossa | Send Help | Primavera | The Smashing Machine | Un semplice incidente | Due cuori e una provetta | Ben - Rabbia Animale | Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno | Un film fatto per bene | Zootropolis 2 | Return to Silent Hill | Il dono più prezioso | Greenland | Bus 47 | Lavoreremo da grandi | La scomparsa di Josef Mengele | Ellie e la città di smeraldo | The Mastermind | Marty Supreme | Prendiamoci una pausa | Le cose non dette | La Febbre dell'oro | Five Nights At Freddy'S | Oi vita mia | La pianista | Giulio Regeni - Tutto il male del mondo | Avatar: Fuoco e Cenere | Buen Camino | Come un gatto in tangenziale | Sirat | 40 Secondi | Breve storia d'amore | Spongebob - Un'avventura da pirati | Sentimental Value | Un inverno in Corea | Polvere di stelle | Sorry, Baby | Elena del ghetto | L'attachment - La tenerezza | Anemone |
In evidenza - Dal mondo del Cinema e della Televisione.

Il video del momento
Attenzione!
Per poter vedere questo video hai bisogno di Flash, se devi installarlo segui il link:

Installa Flash
Trailer italiano (it) per L'illusione perfetta - Now you see me: now you don't (2025), un film di Ruben Fleischer con Morgan Freeman, Daniel Radcliffe, Ariana Greenblatt.

Tra i nuovi video:
Cerca CINEMA
Film:
Città:
 
Provincia:

I film al cinema nelle sale di: Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Bari, Genova, Firenze Bologna, Cagliari, tutte le altre città...
Oggi in TV
Canale:
Orario:
 
Genere:
Box Office



Tutti i diritti riservati
R Digital non è responsabile ad alcun titolo dei contenuti dei siti linkati, pubblicati o recensiti.