I racconti di Terramare
In un epoca lontana tra le valli e gli oceani di Terremare qualcosa di oscuro e malvagio vuole prendere il sopravvento sulla luce. L'Equilibrio del mondo è in pericolo. Un ragazzo soggiogato da una forza sconosciuta uccide suo padre, un grande re. Sentendo di non aver più nulla da perdere si mette in viaggio, non ha paura di morire, ma incontrerà qualcuno che gli ricorderà l'importanza della vita.

Tratto dal romanzo di Ursula K. Le Guin, Gedo Senki è la prima opera di Miyazaki Goro, figlio del più celebre Hayao Miyazaki, autore regista di alcune dei più conosciuti cartoni animati giapponesi, tra cui "Conan - Ragazzo del Futuro" e "Anna dai capelli rossi", e vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino per "La Città Incantata". Dopo un simile pedigree è inevitabile il confronto, e in effetti la prima cosa che colpisce nel vedere la pellicola sono le similitudini con le opere del padre. A cominciare dai tratti somatici dei personaggi, che ricordano quegli eroi con cui è cresciuta tutta la generazione degli anni '70. La passione poi per la magia e per la natura che impregnano fortemente il film è una cosa già vista e amata del grande Miyazaki.

La cosa che colpisce nel vedere il film sono i colori sgargianti, il verde e l'azzurro in particolare che vivacizzano e rendono viva una città che sembra sopravvissuta a una guerra atomica. Tra le rovine di case, cupole di chiese distrutte e strade dissestate la vegetazione cresce rigogliosa e il mare splende di quel suo blu intenso sotto un sole abbagliante. Tutto questo da un senso di pace, ottimismo e speranza, che poi sono anche i punti fondamentali del film. Anche quando sembra che le tenebre ci penetrino l'animo fino a distruggerci dall'interno, c'è sempre un raggio di luce, che se pur fievole ci può riportare sulla retta via. Questo è il messaggio trasmesso. Altra cosa che appassiona sono i personaggi non particolarmente rifiniti nel corpo quanto invece sono accurate e particolareggiate le espressioni e i loro sentimenti, tanto che non si può non entrare in contatto con loro e sentirne le emozioni. La storia poi è coinvolgente e affascinante quanto sanno esserlo le storie di fantasia dove i draghi misteriosi portano la luce e la magia può essere un dono meraviglioso ma anche un'arma potente e distruttiva, che può essere controllata solo con amore e altruismo.

Un film che non delude le aspettative degli amanti del genere, che cadendo nell'inevitabile trappola del confronto non possono non affermare che anche se ha ancora da lavorare per raggiungere la perfezione del suo geniale genitore, Miyazaki Goro ha saputo realizzare una buona pellicola, coinvolgente, divertente e commovente. In ogni caso nulla gli vieta, (e noi glielo auguriamo vivamente!), di prendere una strada diversa da suo padre, creandosi uno stile personale differente ma avvincente, per farci dimenticare la loro parentela.

La frase: "La vita non può essere accumulata, può essere solo donata".

Monica Cabras

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