14 anni vergine
Spesso i titoli che vengono dati per la distribuzione italiana ai film risultano decisamente poco efficaci e spesso fuorvianti rispetto al contenuto o all’andamento di una pellicola. In questo caso 14 Anni vergine, sminuisce decisamente l’idea preliminare che uno spettatore può avere del film: non ci troviamo davanti ad un secondo Pierino, né ad una delle tante copie di American Pie e la dimensione sessuale della vita del protagonista è solo vagamente accennata. Questa produzione è una simpatica commedia che tratta di un teen-ager, Sam per l’appunto, che fatica ad inserirsi perché lontano dagli stereotipi del vincente. Gli viene detto da un rassegnato e sfiduciato consulente scolastico, a cui si rivolge disperato, che nella vita fa successo solo chi mente spudoratamente, quindi il ragazzo comincia ad inventarne di tutti i colori. Ma cosa succede quando tutte le bugie che si dicono diventano reali? In un groviglio di situazioni imbarazzanti e divertenti il nostro eroe impara la morale di questa avventura: ovvero che spesso vorremmo di più senza accorgerci di ciò che veramente conta e che a volte abbiamo a portata di mano.
Il film gioca con gli stereotipi del genere: una famiglia amorevole ma oppressiva, i ragazzi più popolari che lo prendono in giro, l’impossibile amore verso la reginetta della scuola o la professoressa giovane e carina e la compagna di banco che invece lo apprezza per come è davvero. In un’atmosfera che in parte ricorda i teen-movie anni ’80 come “Voglia di vincere”, il film rompe gli schemi con una ventata di ironia a dir poco coinvolgente e spesso poco politically correct.
Sam, interpretato da Ryan Pinkstone, sembra essere un incrocio tra il piccolo di casa Bradford e il celebre Arnold dell’omonimo telefilm; non è un attore da oscar, ma ha sicuramente una faccia che buca lo schermo.
La regia alterna con disinvoltura l’uso di piani classici e le nuove tecnologie, dandogli nuova linfa vitale, anche la fotografia e la colonna sonora risultano piacevoli sorprese.
Se l’andamento della trama in certi momenti può risultare prevedibile e poco originale, poco importa: la comicità di alcune scene vale la visione del film, che offre inoltre qualche spunto di riflessione e che non ha la pretesa di essere un capolavoro, ma può far passare qualche ora spensierata.

La frase: "Noi viviamo in una cloaca mondiale di menzogne!".

Ilaria Ferri

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