Frozen
Prendete "Open water" (2003) di Chris Kentis, il quale, a quanto pare ispirato ad una storia vera, raccontava di una coppia con la passione per le escursioni subacquee che finiva per ritrovarsi abbandonata e senza soccorsi in alto mare, e sostituite l’ambientazione balneare con immense distese innevate.
Regista del sanguinolento slasher in salsa ironica "Hatchet" (2006), sembra aver pensato questo l’americano Adam Green quando ha ideato il soggetto su cui costruire "Frozen", che vede protagonisti il Kevin Zegers di "Transamerica" (2005), lo Shawn Ashmore di "X-Men" (2000) e la Emma Bell della serie televisiva "The walking dead" (2010) nei panni di tre snowboardisti alle prese con la loro normale gita in montagna, destinata a trasformarsi in un incubo agghiacciante.
Infatti, superata la primissima parte dei circa 93 minuti di visione, volta a portarci a conoscenza dei tre ragazzi, li troviamo improvvisamente bloccati sulla seggiovia, proprio quando i responsabili dell’impianto sciistico, che non riaprirà fino al week-end successivo, hanno già spento le luci dimenticandoli lassù, sospesi in aria e senza alcuna via di fuga.
Quindi, un’unica situazione tragica che, un po’ come nei recenti "Buried-Sepolto" (2010) di Rodrigo Cortés e "127 ore" (010) di Danny Boyle, viene sfruttata al fine di occupare l’intero lungometraggio, basato sul progressivo evolversi della tensione generata dall’arrivo dei primi sintomi del congelamento e dell’ipotermia, fino ad approdare agli immancabili, disperati tentativi di salvezza.
Perché, rimanendo sempre e sapientemente sul piano del realismo ed evitando di scadere nelle classiche esagerazioni dell’entertainment cinematografico, sono proprio la disperazione e la sofferenza ad essere trasmesse in maniera efficace allo spettatore da Green, il quale, senza rinunciare ad una manciata di ossa e frattaglie sparse, trova anche il tempo di sfruttare in un cameo, nei panni di Cody, lo stesso Kane Hodder che incarnò il mostruoso Victor Crowley nel suo horror di cui sopra.
E, a differenza del succitato film di Kentis, che arrivava a toccare picchi da eco-vengeance tramite l’introduzione di pericolosi squali, lui tira in ballo famelici lupi pronti ad avventarsi sui poveri malcapitati.
Conducendo, con i giusti ritmi di narrazione, verso un tutt’altro che scontato epilogo.


La frase: "Prima congelavamo, adesso ci scotteremo, attento a quello che desideri".

Francesco Lomuscio

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