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Autore Mulholland Dr.
penny68

Reg.: 14 Nov 2005
Messaggi: 3100
Da: palermo (PA)
Inviato: 24-04-2006 09:22  
Jack Nance merita un dopocena a parte.

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DottorDio

Reg.: 12 Lug 2004
Messaggi: 7645
Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 07-08-2006 16:57  
L'altra sera mi sono finalmente rivisto questo splendido film.
Devo dire che la prima volta che lo vidi mi sembrò molto più "strano", invece questa volta m'è stato più semplice seguirlo e comprenderlo, per quanto possa essere compreso e, soprattutto, quanto sia l'intento di Lynch che tale film venga compreso appieno.
Tutto sommato se ne può parlare a tutti gli effetti come un film surrealisti, ricco di riferimenti e accostamenti che seguono una certa coerenza, pur non avendo una logica ben razionalizzabile.
Una cosa che m'ha colpito assai, è la scelta di ambientare diverse scene in un winkiee di Sunset Boulevard e l'attirare l'attenzione di continuo su questo particolare. Difatti, Sunset Boulevard è uno dei film in assoluto preferiti di Lynch, il quale costrinse tutti gli addetti ai lavori per il suo film d'esordio, The Eraserhead, a guardarlo prima di iniziare le riprese.
La pellicola si presta a molteplici interpretazioni, soprattutto in scene cruciali come quella della scatola blu o dell'emblematico silenzio finale.
Ma non mi presterò a esplicare posssibili interpretazioni, soprattutto a seguito delle boiate che ho dovuto sparare all'orale di maturità su un chien andalou interpretando la scena del taglio dell'occhio secondo la filosofia di Schopenhauer

P.s. quando uscirà in Italia il nuovo film di Lynch?
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Geppetto è stato l'unico uomo ad aver fatto un figlio con una sega

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EtaBeta

Reg.: 11 Nov 2003
Messaggi: 1493
Da: Roma (RM)
Inviato: 08-08-2006 11:23  
Tenete anche conto del fatto che si tratta dell'episodio pilota (poi allungato e integrato) di una serie televisiva abortita (gli executive della ABC lo presero per pazzo...), quindi l'autore non ha potuto sviluppare temi e personaggi come avrebbe voluto (certamente la figura del poliziotto avrebbe avuto ben altro spessore, ad esempio).
Purtroppo si tratta di una occasione mancata: sarebbe stata una serie epocale, forse anche migliore di Twin Peaks.
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"ci sedemmo dalla parte del torto poichè tutti gli altri posti erano occupati" B.Brecht

"una giornata senza sorriso è una giornata persa" C.Chaplin

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 08-08-2006 11:37  
I dieci indzi fatti circolare su internet da David Lynch per arrivare al cuore del mistero di Mulholland Drive.

1)Presta particolare attenzione all'inizio del film:almeno due indizi vengono mostrati prima dei titoli di testa

2)Fai caso alla comparsa della abat-jour rossa

3)Hai sentito il titolo del film per il quale Adam Kesher sta facendo i provini alle attrici?Viene menzionato di nuovo?

4)Un incidente è un evento spaventoso...Nota il luogo dove avviene

5)Chi dà una chiave e perchè?

6)Fai caso all'accappattoio al portacenere alla tazza

7)Che cosa viene percepito, realizzato e compreso al Club Silencio?

Camilla è stata aiutata solo dal proprio talento?

9)Presta attenzione a quello che succede intorno all'uomo che si trova dietro al Winkie's

10)Dov'è la Zia Ruth?

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dario82

Reg.: 03 Giu 2006
Messaggi: 87
Da: san vito dei normanni (BR)
Inviato: 08-08-2006 12:57  
Schizobis, impazzisco (nel senso che mi rendi più entusiasta) leggendo questi indizi. MD è il film che più mi ha fatto impazzire. Un film pazzesco. E sentendo questi indizi, mi rendo conto che ancora non ho capito tutte le sue sfumature.
Ma la cosa che mi fa impazzire di MD è che la costruzione del film non è fine a sè stessa. Forse la formula del viaggio onirico e la confusionarità del montaggio sono la forma più adatta per raccontare questa storia pazzesca. Se solo fosse stata raccontata in un modo più "tradizionale" il film non sarebbe sicuramente riuscito a veicolare l'esaurimento psichico della protagonista. MD non è assolutamente un semplice esercizio di stile!
Speriamo che Lynch non ci deluda con l'uscita del suo prossimo film...

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 08-08-2006 13:05  
Caro Dario
in un' altra sezione ho postato il mio commento su Mulholland Drive , se lo trovo te lo passo.
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True love waits...

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dario82

Reg.: 03 Giu 2006
Messaggi: 87
Da: san vito dei normanni (BR)
Inviato: 08-08-2006 13:07  
a me MD ha fatto impazzire anche quando, dopo le prime visioni, ci capivo poco della trama. E' un film che, come ogni capolavoro, non necessita di essere capito per essere apprezzato. Poi, ben vengano le interpretazioni, gli approfondimenti che fanno nascere le passioni e le fissazioni per una pellicola. Ma prima di interpretarlo, un film va percepito. A livello percettivo, MD è un film incredibile! Certe atmosfere, il mistero, la profondità della mente, il delirio.
Per me il più bel film dal 2000 ad oggi.

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dario82

Reg.: 03 Giu 2006
Messaggi: 87
Da: san vito dei normanni (BR)
Inviato: 08-08-2006 13:08  
ok Schizobis! Lo leggerò con la massima attenzione!

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 08-08-2006 13:09  
MULHOLLAND DRIVE di David Lynch (ovvero l’ottativo del cuore tradotto in un presente infelice)

La prima volta che vidi questo film (con pochi intimi) ebbi netta la sensazione di trovarmi di fronte ad una opera d’arte, assolutamente immortale, e di stare assistendo a quel cinema che scava dentro l’essere come entità psichica alla ricerca di sentimenti ed emozioni sommerse allo scopo di riportarle intatte alla luce per una cosciente autoanalisi.
Questo brivido intenso l’avvertii molto distintamente nel momento esatto in cui le due donne protagoniste la bionda algida Naomi Watts (Betty-Diane) e la bruna caliente Laura Helena Harring (Rita-Camilla con parrucca bionda mimetica) entrano alle tre di notte nel Club Silencio e ascoltano Rebecca del Rio intonare magistralmente, senza alcuna banda, senza alcuna orchestra, la canzone Llorando (che è la traduzione in spagnolo della famosa Crying di Roy Osiborne).
In quel momento capii esattamente che quello che avevo veduto fino a quel momento era un sogno (il sogno di una vita diversa fatto da Diane) e mi immedesimai nelle lacrime di Naomi Watts che anch’essa realizza l’inconsistenza del sogno e il dolore di un amore tradito e umiliato. Quando il mago ci avverte che pur non essendoci la banda (no hay banda) noi continuiamo a sentire la musica non si può fare a meno di pensare che Naomi Watts –Diane ha trasposto nei suoi sogni tutte le speranze e le gioie negate dalla vita reale. Quello che abbiamo visto, sentito, odorato, gustato, toccato semplicemente non c’è. Ce lo siamo creati noi per sopravvivere. Ce lo siamo immaginato per rinviare il nostro conto aperto con la morte.Un cinema che sostituisce le caratteristiche oraganolettiche con le sensazioni interne dell’inconscio e ce li riporta a livello di coscienza con una coerenza narrativa che diviene sorprendente. In Lost Highway David Lynch pur trattando pressapoco lo stesso magmatico e incandescente tema (Fred Madison nel braccio della morte diventa Pete Dayton per una seconda possibilità di vita, cercando di realizzare in quest’ultima tutti i desideri inappagati e repressi) aveva imboccato la via della deformazione narrativa e corporale, della caduta libera diabolica sulle note sataniche di un heavy rock, dell’horror vacui di Sodoma e Gomorra, della crisi di identità che però sfugge all’autosoppressione volontaria. Al contrario in Mulholland Drive, David Lynch abbassa il tono di qualche livello, prende la musica di Angelo Badalamenti e la sparge come ovatta sul materiale brulicante del sogno, ipertrofizza la storia d’amore tra le due donne e sostituisce l’incubo grondante sangue con una spiritualità (non religiosa) malinconica, con una partecipazione affettiva verso il destino della protagonista che ne rasenta la identificazione. Vi riporto alla memoria la festa in cui il regista Adam e Camilla (Laura Helena Harring) annunciano il loro imminente matrimonio sotto gli occhi di Naomi-Diane pietrificati dal dolore che si scioglieranno in piccole lacrime di rabbia. In quella serata così intensa dal punto di vista emotivo per Diane (così intensa che personaggi e situazioni le rimarranno talmente impressi da determinare tutta la prima parte del film, il sogno di Diane, vero e proprio tentativo di riscatto di Diane da un completo fallimento, professionale e sentimentale, con un ribaltamento di ruoli e nomi che è preso pari pari dall’Interpretazione dei Sogni di Freud) c’è un gesto particolare che viene sottolineato dalla regia portentosa di David Lynch. Mentre Coco (la madre del regista Adam) ascolta i racconti di Naomi Diane sulla sua vita professionale e personale, non può fare a meno di immedesimarsi, di creare una empatia che si trasforma in un gesto pieno di significato: allunga la sua mano verso quella di Diane e la accarezza con un fare materno e comprensivo ma molto vicino alla compassione. Ecco cosa mancava in Lost Highway, la compassione. Le figure genitoriali (che dovrebbero rappresentare il Super Io censore) sono assenti nel racconto di Diane alla festa. C’è la zia Ruth, ci sono i suoi provini, c’è Camilla, la nuova compagna Cinthya ma non c’ è ombra di madre e padre. La chiave interpretativa del film sta in questa assenza che io credo sia solo affettiva e non reale. E’ più facile pensare a dei genitori che non approvano la scelta di Diane di fare l’attrice a Los Angeles, disapprovazione che si aggiunge al rifiuto per i gusti sessuali della figlia (Diane è lesbica). Ed ecco che nel sogno Diane se li immagina a fianco queste figure genitoriali, in un volo metaforico (dall’Ontario alla California) che rappresenta la grande possibilità di fare carriera ad Hollywood e diventare una stella del Cinema. Guardate gli occhi di Naomi all’arrivo all’aeroporto di Los Angeles. Sono gli occhi innocenti di chi ancora ha fiducia in sé stessa, nelle possibilità che la vita ha ancora da offrire, in un cielo azzurro limpido dove fare spaziare tutti i sogni di gloria.

Un piccolo ragguaglio sulla storia, apparentemente intricata ma abbastanza intellegibile (ancora di più che in Lost Highway).


MULHOLLAND DRIVE (2001) (la strada perduta nel Pacifico, mare dell’oggettività)

“Si fermi soltanto un secondo e ci pensi, potrebbe farlo per me?”

In Lost Highway avevo fatto un richiamo alla deformazione corporea e alla pittura di Francis Bacon; in Mulholland Drive direi che la deformazione si stempera in un surrealismo malinconico, molto ben ancorato a cose e riferimenti della vita reale che però assumono nuove valenze da sogno psicoanalitico (direi più Magritte, Olbinski forse Tanguy, forse Ernst).
La prima parte del film è appunto tutta un sogno (surreale) di Diane e questo lo capiamo solamente dopo la scena del club Silencio. Il sogno di Diane finisce nel momento esatto in cui il cowboy “elettrico” le esclama: “è ora di svegliarsi, bambina” e noi notiamo ancora qualche frammento di un sogno che muore (la zia Ruth, nella vita reale già morta da tempo, si aggira ancora nella sua casa ormai vuota, abbandonata dopo l’apertura del cubo dai fantasmi onirici di Rita-Camilla e Betty-Diane) e troviamo Diane a letto, sfatta e con occhi tristi, che viene risvegliata dalla ex amante Cynthya (altra storia andata a male) che viene a riprendersi i suoi effetti personali. Notiamo sul tavolino una piccola chiave blu e questa ha un significato ben preciso che spiegheremo più avanti. Due detective la stanno cercando e questo ci fa capire che qualcosa, nel frattempo , è successo. Mentre vediamo Diane avere ancora allucinazioni (immagina ancora presente la sua grande amica amante Camilla Rita, e immagina l’ultima volta in cui ha fatto l’amore con lei anche se già ci accorgiamo che il rapporto si è incrinato per la presenza di un altro uomo, il regista Adam, di cui adesso Camilla Rita è innamorata) , attraverso i flashback ricostruiamo quello che è successo: Diane era arrivata a Los Angeles dal Canada con grandi speranze, certa del suo talento e con tanta voglia di emergere, approfittando della intercessione della zia Ruth, vicina all’ambiente di Hollywood. Arriva finalmente il provino decisivo, l’occasione della vita, la possibilità di avere una parte in un film importante. Ma il regista Bob, sceglie come protagonista Camilla Rhodes, bruna latina, completamente immagine opposta di Diane. Diane e Camilla diventano comunque amiche e successivamente amanti. Diane è lesbica, per Camilla è la prima esperienza (nel sogno vengono invece ribaltate le parti). Camilla si sente in colpa con Diane e riesce a farle trovare qualche particina nei film successivi che gira. Camilla diventa una star, Diane dipende professionalmente da lei, per qualche comparsata. Diane è anche innamoratissima di Camilla, quest’ultima però, ha gusti sessuali più orientati verso l’altro sesso, e sul set si innamora del regista Adam, astro nascente di Hollywood. All’umiliazione professionale (fantastica e sadica la scena di Adam e Camilla sulla macchina che provano un bacio molto veritiero con la frase insensibile “si Diane può restare a guardare”) si aggiunge il tradimento d’amore consumato con un sadismo inusitato. Dopo l’ennesimo feroce litigio tra le due, Camilla, in un misto di sadico risentimento, invita l’ex Diane alla festa a casa del regista Adam, su Mulholland Drive. Dal momento in cui Diane viene prelevata con la Limousine a casa sua e portata nel luogo del ricevimento le immagini che si susseguono nel reale avranno una forte carica inconscia sulla nostra Diane, che partorirà il sogno della sua vita cambiata e con un altro finale, l’ottativo del cuore tradotto in un presente infelice. Il momento in cui la macchina si ferma crea un momento di sorpresa (che nel sogno diventa minaccia con la pistola, stavolta subita dalla immagine rovesciata di Camilla, cioè Rita) in Diane. Ma lo sconcerto dura un momento, Camilla arriva a prelevarla e la accompagna tenendola per mano dentro quella selva oscura che è la vita. E’ l’unico momento di tenerezza di Camilla verso Diane, una specie di viaggio d’addio, un congedo malinconico esaltato dalla splendida colonna sonora di Angelo Badalamenti. Dal momento in cui Diane entra nella casa di Adam dovete tenere gli occhi ben aperti perché in cinque minuti sono racchiusi tutti i significati della prima parte del film. La comparsa di Coco, madre del regista Adam, (figura autoritaria prima severa per il ritardo di Diane poi comprensiva e compassionevole ai racconti ingenui della povera biondina canadese) viene ribaltata nella prima parte del film in una figura materna da sempre assente nella vita di Diane, con l’ esaltazione delll’aspetto apprensivo ma anche del giudizio morale (notate come reagisce alla presenza di Rita a casa di Betty-Diane, quasi facendo intuire un legame non solo d’amicizia tra le due ma qualcosa di diverso). Un avventore al tavolo è Angelo Badalamenti (il mafioso che sputa l’espresso all’americana e non all’italiana nel sogno), la ragazza che bacia Camilla alla festa (sulla bocca, ma è un immaginazione di Diane o davvero è già stata sostituita da un nuovo legame lesbico?) diventerà colei che viene prescelta con il nome di Camilla Rhodes e imposta da una produzione mafiosa al regista (“è lei la ragazza”) sempre nella prima parte onirica del film. Si parla anche di un uomo che dovrebbe pulire una piscina e anche questo avrà un senso.
Il momento dell’annuncio del matrimonio tra Camilla e Adam diventa l’ultima ferita inferta nella già fragile psiche di Diane (e proprio in quel momento passa il cowboy elettrico che nella prima parte del film è una sorta di misterioso deus ex machina che determina tutto il fluire degli avvenimenti e le decisioni dei protagonisti) e da quel momento matura nella mente sconvolta di Diane l’idea di rivolgersi a un Killer e pagarlo (notate la borsetta con i soldi e la chiave blu promessa a lavoro compiuto che sono il filo conduttore che unisce sogno e realtà) per fare fuori la tanto amata-odiata ex amica-amante Camilla. La scena dell’incontro tra i due al Winkie’s è un’altra fonte di materiale subconscio che emerge nel sogno. La cameriera Betty dalla quale Diane importerà il suo nuovo nome (da aspirante attrice a cameriera, che trasformazione!), l’uomo del sogno nel sogno che in fondo rappresenta la coscienza del mostro che si nasconde nel cortile del retro della nostra anima, quello stesso mostro che ci fa compiere azioni vergognose ma che poi partorisce il senso di colpa che ci porterà al suicidio; infine lo stesso killer che verrà ribaltato come pasticcione tarantiniano in una delle scene più tragicomiche del film (che sottolinea i timori di Diane di affidare un omicidio per commissione magari a un imbecille imbranato, timori non del tutto infondati perché due detectives sono già sulle sue tracce). Diane segue l’Interpretazione dei Sogni di Freud come un manuale di cucina e si ritaglia nel sogno il ruolo di guida di una Rita-Camilla, sconvolta dall’amnesia post traumatica (“io non so chi sono, non so nemmeno come mi chiamo”) e quindi in balia degli eventi. Betty-Diane in questa nuova luminosa vita riesce a fare un provino strepitoso (il regista Bob viene rappresentato in maniera vendicativa come un mentecatto e il suo compagno di recita Wallie liquidato come troppo vecchio) e si permette di abbandonare il secondo provino con il regista Adam ed evitare una quasi certa umiliazione (i loro occhi che si incrociano sono lo specchio di possibilità inesplorate, di storie interrotte sul nascere, magari era proprio lei la ragazza…). Sul regista Adam, Betty-Diane infierisce in maniera particolare: nel suo viaggio onirico, lo immagina tradito con l’uomo che pulisce la piscina, licenziato dalla produzione, braccato da mafiosi e creditori, convocato da Dio-padre cowboy elettrico e strizzato ben benino (“L’atteggiamento di un uomo va di pari passo con quello che sarà la sua vita”). Su Rita-Camilla invece Betty-Diane assume un atteggiamento ambivalente (e non potrebbe essere altrimenti) e da una parte ipertrofizza l’atteggiamento protettivo e di guida, dall’altro ombre sinistre delle vere tenebre dell’anima si proiettano anche sul sogno, lasciando intravedere un pericolo (come dice la sensitiva dai capelli rossi che tanto somiglia alla zia Ruth). Nella doppia crisi di identità vi è anche un tentativo di mimetizzazione con parrucca bionda quasi a evidenziare che tutte e due le donne sono create dalla stessa persona (un po’come rendere simile a Diane la bruna Camilla, non è a volte questo l’amore, il volere la persona amata più simile a noi?). Lo spettacolo del Club Silenzio squarcia il velo delle ipocrisie e delle illusioni, e alla fine un pacco di soldi e una chiave blu dentro una borsetta rompono l’incanto della magia onirica e fanno emergere nient’altro che la cruda verità. Si può piangere e impazzire per un amore che non c’è più. Qui si arriva addirittura ad annullare l’oggetto del desiderio, lo si annienta per possederlo per sempre. Ma non si sfugge al super io genitoriale censore, Diane guardando la chiave blu sul suo tavolino capisce che il delitto è compiuto, un passaggio irreversibile è stato attraversato, emergono così i due vecchiettini, la legge morale del super io (che si forma proprio con l’educazione e le regole imposte dai propri genitori) che schiaccia Diane sotto il peso delle sue responsabilità e del suo fallimento umano. Coscienza significa autosoppressione. Un colpo di pistola è l’unica via di uscita dall’incubo. Non c’è più banda, né orchestra. L’unico momento felice è stata una gara di ballo, un jitterbug anni 50 illuminato dal sorriso radioso della protagonista con accanto orgogliosi mamma e papà. Adesso anche quei momenti sono andati perduti (come lacrime nel sogno). E’ stato tutto un gioco di illusionismo costruito sulle macerie di una disintegrazione psichica. Non è forse questo il Cinema? Silencio.

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dario82

Reg.: 03 Giu 2006
Messaggi: 87
Da: san vito dei normanni (BR)
Inviato: 08-08-2006 14:17  
Grande Schizobis! bellissimi entrambi gli interventi. Immagino sia stato duro creare il montaggio della tua scrittura. Cercare di mettere ordine.
Non so te, ma i due vecchietti mi hanno sempre ricordato i vicini di Rosemary's Baby. Anche lì c'era un viaggio in aereo, un falso viaggio, un viaggio mai compiuto. In particolare, la scena finale di Md, dove i due vecchietti inseguono la protagonista mi ricorda visivamente una scena del sopracitato film.

Poi non so se è vera il fatto che ad ispirare Lynch sia stata la storia del rapporto tra Naomi Watts e Nicole Kidman. Si dice che le due siano arrivati ad Hollywood quasi contemporaneamente e fossero molto amiche. Poi l'ascesa dell'una e l'insuccesso (iniziale) dell'altra.

Comunque sia, non mi meraviglio se ad Hollywood Lynch non sia molto apprezzato. Il film trasfigura Hollywood in una fabbrica degli incubi, più che dei sogni.

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Sandrino

Reg.: 17 Mag 2004
Messaggi: 612
Da: Gavi (AL)
Inviato: 12-09-2006 10:16  
AIUTO NON MI SONO MAI TROVATO COSI IN DIFFICOLTA AD INTERPRETARE UN FILM...
DOVRO RIGUARDARLO CHISSA QUANTE VOLTE PER CAPIRLO....ASSURDO...
CHI MI INDICA UNA BUONA RECENSIONE?GRAZIE.
_________________
Jules:<<Per caso quando sei arrivato qui hai letto "Deposito di negri morti"?>>

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rossydepp

Reg.: 12 Giu 2006
Messaggi: 2709
Da: Siena (SI)
Inviato: 12-09-2006 10:19  
Nella sezione Spoiler ne hanno parlato fino alla nausea...
_________________
E' assurdo dice la ragione.E' infelicità dice il calcolo.Non è che dolore dice la paura.E' vano dice il giudizio.E' ridicolo!dice l'orgoglio.E' avventato dice la presunzione.E' impossibile dice l'esperienza.E' quel che è dice l'amore.

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filippa

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 64
Da: venezia (VE)
Inviato: 13-10-2006 18:55  
istintivamente direi bello, bellissimo...poi ripensandoci non so se l' ho capito, si accettano anche le interpretazioni? forse è meglio che in questo caso mi astenga, però posso dire che è sicuramente originale.

_________________
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà.

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gattotopo

Reg.: 26 Feb 2005
Messaggi: 396
Da: Napoli (NA)
Inviato: 13-10-2006 19:23  
Penso che Strade Perdute sia il più bello Ma cmq il film nn è male....

_________________
Un film è, o dovrebbe essere, più simile alla musica che non alla fiction.Dovrebbe essere una progressione di stati d'animo e sentimenti. Il tema, ciò che è dietro all'emozione, il significato:tutto viene dopo.(Stanley Kubrick)

[ Questo messaggio è stato modificato da: gattotopo il 13-10-2006 alle 19:24 ]

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cabal22

Reg.: 15 Mar 2006
Messaggi: 2812
Da: Livorno (LI)
Inviato: 13-10-2006 19:49  
quote:
In data 2006-10-13 19:23, gattotopo scrive:
Penso che Strade Perdute sia il più bello Ma cmq il film nn è male....

_________________
Un film è, o dovrebbe essere, più simile alla musica che non alla fiction.Dovrebbe essere una progressione di stati d'animo e sentimenti. Il tema, ciò che è dietro all'emozione, il significato:tutto viene dopo.(Stanley Kubrick)

[ Questo messaggio è stato modificato da: gattotopo il 13-10-2006 alle 19:24 ]


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