Decisione al tramonto
Secondo dei quattordici film western prodotti dalla coppia Randolph Scott e Harry Joe Brown e conosciuti come "ciclo Ranown" (dall'unione dei due cognomi), "Decisione al tramonto" è stato presentato restaurato qui al 64esimo Festival del cinema di Venezia assieme ad altri tre lavori del regista Budd Boetticher.
Il film è del 1957 e ricalca grosso modo le tipiche storie western in cui, dopo l'arrivo di uno straniero, un'intera città si ribella al boss che da tempo ha corrotto sceriffo e compagnia. La novità, se così si può chiamare, presente in "Decisione a Sundown" è la delineazione dei personaggi. Il cattivo è un uomo che ha paura e che così cattivo non è: lascia parlare chi non è d'accordo con lui e nel film non viene mai presentato in nessun atteggiamento negativo. Al contrario l'uomo che viene da fuori, colui che pur partendo dal proprio bisogno di farsi giustizia, riuscirà a dare entusiasmo e grinta per una rivincita ad un paese da tempo impaurito, non è questo grande modello di virilità e intelligenza.
Per fermare una normale corriera e scendere ha bisogno di sventolare la pistola (lui dice: "Stop!", ma a nessuno gliene importa nulla), a distanza di centinaia di kilometri, in un posto in cui non è mai stato, tutti sanno che è cornuto non solo una volta e non solo per colpa di un solo uomo; oltretutto non riesce nelle proprie intenzioni vendicative, viene ferito da una donna (evento abbastanza raro per western) e l'unica cosa che rimedia da questa sua gita fuori porta è l'uccisione di quel migliore amico che non si sa bene perché lo veneri così tanto (è oggettivamente uno stupido!). Abbastanza stereotipati gli atteggiamenti dei personaggi che compongono la comunità e avaro di momenti di alleggerimento. La regia si avvale di buone scene d'azione, restando comunque piuttosto convenzionale. 77 minuti che scorrono via senza lasciare traccia.

La frase: "Sono contento che se la passi bene. Quando uno viaggia così alto, quando cade si fa ancora più male".

Andrea D'Addio

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