Capo Nord
Opera prima sulla lunga distanza per Carlo Luglio, già assistente di vari registi, tra cui Marco Risi e Ricky Tognazzi, "Capo Nord" ci narra la storia di quattro ragazzi che da Napoli decidono di andare a cercare la loro fortuna nell'Europa del Nord.
Detta in questo modo potrebbe sembrare di trovarci davanti ad uno di quei tanti film "on the road" sulla falsariga del primo Salvatores, ma non è così.
Il viaggio qui non ha alcuna rilevanza, quello che conta è la perdita di un senso di appartenenza che dovrebbe essere dentro ad ognuno. Anche se i personaggi del film sono dapprima ad Amburgo, poi a Oslo non ci si sofferma sui posti. L'immagine che ne scaturisce è quella di un Europa unita che dovrebbe integrare le varie etnie e fa tutt'altro: effetti della finta globalizzazione. Il film si svolge ad Oslo per dare forma alla chimera di "trovare" prima o poi questo Capo Nord dove il sole splende anche a mezzanotte, ma potrebbe svolgersi a Londra, a Parigi, a Berlino o rovesciando la situazione a Roma o Milano.
La sensazione forte è che per quanto si cerchi di inserirsi si rimane sempre estranei ad una società che sembra "modernamente" aperta e invece è chiusa più che mai. Come sono chiuse le comunità di altri immigrati partiti dai loro posti per sopravvivere in qualche modo (anche se alla fine tra tanti individui c'è una sorta di solidarietà).
Questa chiusura oltre ad essere scontro di culture diverse si riscontra anche nella quotidianità, dove i ragazzi sono costretti a lavorare al nero, senza nessuna garanzia.
Ma il film, ovviamente, non è solo questo, c'è anche spazio per il racconto di un'amicizia non si sa quanto forte, la crescita, la disillusione, i modelli che ognuno di noi si costruisce; e poi l'incontro con la morte con l'amore, la spensieratezza che diventa responsabilità.
Al suo primo lavoro Carlo Luglio crea un opera vivace: ben girata con attori giovani decisamente bravi. Pienamente riuscito il tentativo di accostare un'aria di commedia spensierata ad argomenti che sono decisamente drammatici. Anche il finale "aperto" ci lascia soddisfatti.
Nel freddo delle loro storie i quattro ragazzi arriveranno a conclusioni differenti. Ci sarà chi più si inserirà nel sistema (forse per paura), chi meno. Un personaggio soltanto (a voi indovinare chi) riuscirà nel suo sogno: raggiungere Capo Nord. Ma sarà veramente come aveva desiderato?

Renato Massaccesi

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