Barking Water
Un inusuale viaggio, on the road e a rincorrere i ricordi. Un film che ci lascia avvolti dalla dolcezza della nostalgia. Un film lieve, ma dal forte impatto emotivo, capace di smuovere nello spettatore dei sentimenti profondi.
"Barken water" è tutto questo, è un piccolo grande film, l’ultima fatica del giovane regista seminole (nativo americano) Sterlin Harjo giunto al suo secondo lungometraggio dopo "Four Sheet to the Wind" premiato nel 2007 al Sundance Film Festival.
In anteprima italiana per le Giornate degli Autori, in occasione della 66esima Mostra del Cinema di Venezia, "Barken water" è stato il primo film ad essere inserito nella selezione dopo essere stato notato al Sundance 2009 (dove è stato presentato in anteprima mondiale). E’ stato fortemente voluto, nonostante non fosse, come le altre pellicole selezionate, un’anteprima assoluta.
La storia, scritta dallo stesso Harjo, vede come protagonisti Irene e Frankie, una vecchia coppia di nativi americani sposati per quaranta anni e ora separati.
Frankie è gravemente malato, ma non vuole rimanere in ospedale. Il suo desiderio, forse l’ultimo, è quello di ritornare a casa, di rivedere i suoi cari e chiedere loro perdono. Nonostante le loro passate incomprensioni Irene decide di accompagnare Frankie in questo suo viaggio interiore, necessario perché ha come destinazione finale la catarsi.
Il viaggio permette ai due di ricordare il loro passato, fare pace con esso e riscoprire un sentimento in fondo mai sopito.
Una trama semplice, ma resa grande nel film dalle belle atmosfere che il regista ha saputo creare e da un grande cast, che vede attori sconosciuti in Italia.
Emerge, nel film, la figura di Frankie. Un uomo giunto alla fine della sua esistenza ma che riesce ancora a sognare e ad avere fiducia nel futuro, dal passato pieno di errori ma capace di regalarci il suo sguardo dolce. Non è arrabbiato con la vita per la sua condizione, è pervaso dalla malinconia perché consapevole di avere ancora poco tempo per viverla. Lui ama ancora la vita, e ama ancora Irene. Ma è ben conscio del suo destino.
Un film da non perdere, dall’atmosfera magica pur essendo calato in una triste realtà.
Notevole anche la scelta dei brani per la colonna sonora, road songs che ben sottolineano la dinamicità del viaggio, e malinconiche canzoni che ben sottolineano i sentimenti dei protagonisti.

La frase: "E’ questo che mi manca di più dell’essere giovani... la magia...".

Giuliana Steri

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