Autumn Ball
Sugisball (Autumn Ball) viene definito dal suo stesso regista (qui anche sceneggiatore) Veiko Ounpuu come una ‘commedia nerissima, che parla di solitudine, disperazione ma anche di speranza’. Presente in concorso nella sezione Orizzonti alla 64esima Mostra del Cinema, il primo lungometraggio del giovane regista estone -che segue ad un anno di distanza la sua pluripremiata opera prima EMPTY- osserva la vita di sei persone che pur vivendo nello stesso quartiere dormitorio di epoca sovietica non si conoscono. La vita scorre per tutti solitaria e disperata, alla ricerca di un po’ di amore o almeno di un contatto umano che sembrano impossibili da raggiungere. Ognuno di loro sogna solo un po’ di felicità, ma la loro vita sembra destinata, dopo un autunno di lenta agonia, ad un inverno senza fine, alla lenta morte dei loro sogni. Le vite dei protagonisti cambiano drasticamente quando entrano l’uno nella vita dell’altro, ma tali incontri e cambiamenti non saranno, purtroppo, per tutti positivi. Dalla trama SUGISBALL potrebbe apparire molto simile ad un altro noto film, 21 GRAMMI di Alejandro Gonzalez Inarritu, ma l’atmosfera che vi si respira è differente perché ‘contaminata’ dal contesto sociale e storico nel quale si svolge. I protagonisti risentono del decadimento che gli circonda, e sognano come una Terra Promessa l’Occidente e i suoi prodotti ( il collega del portiere che canta e balla Michael Jackson, una delle protagoniste che per dimenticare i suoi tanti problemi segue in tv ‘Uccelli di rovo’). Film intenso e mai scontato, impreziosito dai bravissimi attori, pur mettendo in scena una visione ‘nerissima’ e mai proiettata al futuro della vita e concetti quali inconciliabilità e incomunicabilità tra uomo e donna lascia comunque uno spiraglio aperto alla speranza di un futuro migliore e trova sempre il momento giusto per strappare un sorriso allo spettatore con un umorismo grottesco che nasce, quasi involontariamente, dalla quotidianità dei protagonisti. Anche se con pochi ed essenziali dialoghi, la buona prova del regista -che cambia per ogni personaggio stile di ripresa e tonalità nei colori della fotografia- permette allo spettatore di seguire e di appassionarsi alle vicende dei protagonisti. Unica pecca una forse eccessiva lentezza all’inizio del film.

La frase: "Tutti vogliono essere felici, ma le loro vite passano come il vento sulle pareti di calcare.".

Giuliana Steri

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