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Zootropolis











La moderna metropoli di Zootropolis è una città diversa da qualsiasi altra. Composta da quartieri differenti come l’elegante Sahara Square e la gelida Tundratown, accoglie animali di ogni tipo. Dal gigantesco elefante al minuscolo toporagno, a Zootropolis tutti vivono insieme serenamente, a prescindere dalla razza a cui appartengono. Ma al suo arrivo in città, la simpatica e gentile agente Judy Hopps, scopre che la vita di una coniglietta all’interno di un corpo di polizia dominato da animali grandi e grossi, non è affatto facile. Decisa comunque a dimostrare il suo valore, Judy si lancia nella risoluzione di un caso misterioso per cui dovrà lavorare al fianco di una volpe loquace e truffaldina di nome Nick Wilde.
“Zootropolis” è un film figlio dei suoi tempi, non un brutto film ma neanche il film che sarebbe potuto essere o che sarebbe stato lecito attendersi.
Zootropolis è il terzo film di Walt Disney ad avere come protagonista una volpe, dopo “Robin Hood” e “Red e Toby” ed è il sesto film della Disney in cui non compaiono esseri umani ma solo animali. È anche il terzo Classico Disney in cui i protagonisti devono risolvere un caso di rapimento, dopo “Basil l'investiga topo” e “Bianca e Bernie - nella terra dei canguri”.
Il film è di per sé divertente, acuto e accattivante, il reparto visivo della Walt Disney ha dato sfogo a tutta la propria creatività dando letteralmente vita ad ambientazioni meravigliose e situazioni comiche molto credibili. La città, i colori, le evoluzioni degli animali e le situazioni comiche (specie quelle inerenti ai bradipi) sono assolutamente meritevoli di plauso.
Purtroppo però il film zoppica e spesso deraglia proprio in quello che era il suo fine ultimo: l’intento educativo. La finalità educativa è chiara sin dall’incipit ed è il film stesso a non permettere mai allo spettatore di dimenticarsene. La stessa costruzione binaria della storia con, da un lato, l’integerrima coniglietta e dall’altra, la volpe dai sogni infranti, rende evidente la questione. Il problema però è che a differenza di una pellicola come “Il Re leone” nella quale gli insegnamenti non erano mai banali o veicolati attraverso la faciloneria, in Zootropolis ben presto la coniglietta perde qualsiasi attaccamento con la realtà, a differenza della volpa che è invece meglio strutturata da un punto di vista psicologico e caratteriale e quindi più credibile.
In sostanza si fa fatica a empatizzare con la coniglietta, risultato di un sapiente studio a tavolino e mero veicolo di messaggi targati Walt Disney. E’ quindi questo che si fatica a perdonare al film, una ridondante necessità di dare una lezione di civiltà, buonismo e gentilezza misto all’auto compiacimento di casa Disney.
Peccato perché il film è validissimo sia da un punto di vista tecnico che visivo. Ai più piccoli piacerà moltissimo, ai più grandi piacerà a tratti. Comunque da vedere.
ps: davvero spassoso l’omaggio a Breaking Bad riservato dal film.

La frase:
"A Zootropolis ognuno può essere ciò che vuole".

a cura di Jacopo Landi

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