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Il titolo di lavorazione era "Il prete", proprio come quello del racconto inedito di Gordiano Lupi da cui il filmmaker pugliese Stefano Simone – che dalle pagine dello scrittore aveva già tratto lo short "Cappuccetto rosso" – ricava il suo secondo lungometraggio, dopo l’esordio in salsa mistica "Una vita nel mistero", del 2010.
Esordio di cui ritroviamo il protagonista Antonio Pesante, questa volta nei panni di un questore all’interno di una vicenda riguardante un sacerdote interpretato da Giuseppe La Torre che, stanco di assolvere i peccati dei parrocchiani quotidianamente confessati, ricorre all’ipnosi non solo per spingerli al suicidio, ma anche al fine di crearsi attraverso la web chat Unfacebook un gruppo di seguaci da sfruttare per l’eliminazione degli immorali.
Quindi, in parte attacco alla rigidità delle istituzioni ecclesiastiche, in parte critica social… network, una vicenda che non può fare a meno di richiamare alla memoria il plot del giapponese "Kairo" (conosciuto internazionalmente come "Pulse"), diretto nel 2001 da Kiyoshi Kurosawa; dal quale, però, sembra distaccarsi concentrandosi più sul lato investigativo che su quello strettamente legato allo spavento.
E, complice l’altamente contrastata fotografia, a cura dello stesso regista, a funzionare, nel corso dei circa settantacinque minuti di visione (non molti, dunque), è soprattutto la quasi onirica atmosfera generale; al cui interno lo spettatore viene avvolto grazie anche al fondamentale apporto dell’ossessiva colonna sonora per mano di Luca Auriemma.
Mentre la sufficiente dose di splatter è rappresentata dagli artigianali ma efficaci effetti speciali di trucco realizzati da Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli, autori dell’horror indipendente "La progenie del diavolo".
Insomma, se proprio dobbiamo individuare difetti nella seconda, non disprezzabile fatica di Simone, possiamo citare la non troppo convincente prova di alcuni elementi del cast e lamentare la poca cura di alcuni dialoghi; pecche tipiche, comunque, delle produzioni italiane di genere a bassissimo costo.

La frase:
"Si dice che nei momenti che precedono la morte tutto appaia nella sua verità".

a cura di Francesco Lomuscio

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