I ragazzi della mia vita
"I Ragazzi della Mia Vita" è tratto dall'autobiografia di Beverly D'Onofrio, dai suoi quindici anni fino ai trentacinque. Ambientato in una piccola cittadina della provincia americana, il film, si propone di esplorare i sentimenti di una ragazzina che, a causa di eventi sfortunati, si ritrova sposata, ed in attesa di un figlio, non appena sedicenne. Se questo evento è già di per se drammatico, soprattutto in un contesto perbenista come quello americano, lo è vieppiù considerando che la famiglia di Beverly (Drew Barrymore / "Charlie's Angels"), il padre Leonard (James Woods / "Ogni Maledetta Domenica") è un poliziotto e la madre Eileen (Lorraine Bracco / "Tracce di Rosso") è di origini italiane, ha una visione piuttosto ristretta e che il suo marito "imposto", Ray (Steve Zahn / "C'è Post@ per Te"), è a dir poco stupido.
Beverly è comunque animata dal desiderio di realizzarsi ed anche se la vita sembra volerla sottoporre a prove sempre più dure e riesce a perseguire i suoi scopi, magari sacrificando chi gli sta intorno, a cominciare da suo figlio Jason, visto a volte come un peso.
L'unico punto fermo resta sempre e comunque la sua inseparabile amica Fay (Brittany Murphy / "I Marciapiedi di New York") con la quale ha condiviso l'esperienza della gravidanza e che sembra essere l'unica in grado di capirla.

Anche se risulta quasi incredibile che ad una persona possano accadere tutte le cose che sono successe a Beverly, tant'è, solo che ci si chiede dov'è l'utilità di questa storia che si trascina avanti senza coinvolgere fino in fondo. Se alla fine si voglia ricavare un messaggio più o meno positivo o se semplicemente il desiderio della regista Penny Marshall ("Big") fosse quello di dipingere un affresco della realtà americana, resta comunque chiaro un punto: il tutto risulta lungo e poco coinvolgente tanto da spingere a chiedersi: "ma quando finisce?".
La costruzione del film a cavallo tra il presente ed i numerosi flashback, così lunghi da farci spesso dimenticare che non è quello il tempo in cui è ambientata la pellicola, dovrebbe mettere in risalto le capacità recitative della Barrymore, costretta a spaziare dalla teenager alla donna realizzata, ma in realtà dimostra la sua immaturità artistica. Al di la delle urla, delle litigate, dei pianti e dei costumi che cambiano, abbiamo sempre di fronte la stessa persona. Tutt'altra caratura, invece, quella di Zahn che dimostra le sue eccellenti qualità. Bella colonna sonora, anche se un pò scontata nella scelta dei pezzi.

La frase: "Quello che non ti uccide ti fa desiderare la morte."

La chicca: durante una scena in cui Bev e Fay parlano si può sentire chiaramente la canzone "The End of the World", la stessa che l'attrice Brittany Murphy cantava mentre si suicidava in "Girls Interrupted".

Indicazioni:
Forse sarà più piacevole rivedere la Barrymore nella riedizione di "E.T.".

Valerio Salvi

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