Non é un paese per vecchi
I famosi fratelli Joel ed Ethan Coen tornano a trattare il noir con “Non è un paese per vecchi”.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, considerato uno dei più abili narratori americani di questi tempi, chiamato addirittura lo “Shakespeare dell’Ovest”. Il romanzo ha venduto milioni di copie e con la sua prosa asciutta e feroce ha catturato l’attenzione dei due celebri cineasti, che lo hanno trasposto in pellicola. I fratelli Coen tornano al noir, ma con uno stile decisamente diverso da solito e molto vicino a quello del romanzo cui si sono ispirati. Tutto ha inizio in Texas quando, durante una battuta di caccia, Llewlyn Moss trova in una zona desertica dei camioncini circondati da cadaveri. Su alcune di queste macchine scopre una partita di eroina, mentre in un’altra c’è una valigetta con ben due milioni di dollari. Sebbene sia una persona onesta, Moss decide di tenere i dollari per migliorare la sua vita e quella di sua moglie.
Questa decisione innesta una reazione a catena e il protagonista si trova costretto a fuggire, inseguito da spacciatori messicani e da un misterioso serial killer, che nemmeno lo sceriffo della contea, Bell, riesce a fermare. Tutti vogliono quella valigetta e sono pronti a qualunque cosa, in particolare il killer che non esita ad uccidere anche il semplice passante, se gli è utile.
Il ritmo è serrato, asciutto, feroce e vi si mescola uno strano e sottile umorismo carico di follia, impersonato tutto dal sanguinario e misterioso inseguitore, il killer. Il thriller è caratterizzato da un cast eccezionale, incluso il vincitore del premio Oscar Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Kelly Macdonald e i candidati all’Oscar Javier Bardem, Tess Harper e Woody Harrelson. La pellicola ha già ottenuto il premio come Miglior film dal SAG (Screen Actors Guild), il sindacato degli attori, ed è stata già premiata con due Golden Globes per miglior sceneggiatura ed attore non protagonista (Javier Bardem), ed è ora candidato a ben otto statuette degli Oscar. E’ un film denso e profondo, carico di suspance, che fa rivivere il leggendario Texas con la sua legge del più forte e la sua ferocia. Ritorna il mito del selvaggio West ambientato però nel 1980, proprio quando il commercio di droga alla frontiera stava portando a crimini efferati. E’ un mondo al collasso e allo sfacelo totale, intriso di sangue e follia, cui si oppone lo sceriffo Bell, interpretato dal sempre bravo e convincente Tommy Lee Jones. Il mondo sta cambiando, ma in peggio, nonostante i suoi innumerevoli sforzi per renderlo migliore, da qui è chiaro come il soggetto principale dell’opera sia l’ “umanità”. Le grandi distese texane sono un luogo intriso di sangue e devastato dal sole, a questi esterni così luminosi si contrappone però il buio degli interni e i colori della notte; un gioco di luci ed ombre che simboleggia l’essere umano, che non sempre rispecchia ciò che ha nell’animo. La luce è anch’essa uno strumento narrativo, affidato al cinque volte candidato all’Oscar Roger Deakins, direttore della fotografia.
Di nuovo i fratelli Coen stupiscono, realizzando un film diverso, d’azione che mette a nudo alcune tematiche antiche come la violenza, l’amore e l’umanità, dunque intriso di messaggi morali. Rappresentano il mondo così come lo vedono, senza però il gusto per l’efferato e il macabro, dove nessuno ride davanti alla morte, ma cercano di far riflettere: Non c’è salvezza? Tutto è il contrario di tutto in un gioco con lo spettatore, che capisce fin dall’inizio le regole e cosa succederà, ma che resta quasi ipnotizzato e colpito dal ritmo veloce, dalla narrazione raffinata e coerente, in cui i diversi generi cinematografici si mescolano e fondono insieme armoniosamente e con eleganza. E’ questo che rende così accattivante la pellicola, che alla fine parla di un inseguimento tra Texas e Messico, animato da personaggi a tutto tondo, vitali ed eccentrici: dal disilluso sceriffo al killer psicopatico, interpretato dall’attore spagnolo Javier Bardem, che decide il destino degli uomini che incontra con il lancio di una monetina.

La frase: "Qual’è la cosa più grossa che hai perso a testa o croce?".

Federica Di Bartolo

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