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Mortdecai











Gestire una torma di russi inferociti, i servizi segreti inglesi, una moglie dalle gambe chilometriche ed un terrorista internazionale non è così facile: per riuscirci, l’affabile mercante d’arte - e criminale part time – Charlie Mortdecai (Johnny Depp) diventa protagonista di una corsa contro il tempo in giro per il mondo, armato solo del suo fascino particolare e della sua bellezza, per recuperare un dipinto rubato, che si dice contenga il codice per accedere ad un conto bancario in cui era stato depositato l’oro dei nazisti.
David Koepp, prolifico sceneggiatore (“Mission Impossible”, “Jurassic Park”, “Spiderman”) e regista (suoi “Echi mortali” e “Secret Window”), porta in scena questa trasposizione dell’omonimo romanzo di Kyril Bonfiglioli.
Il film stenta nei primi minuti, faticando a creare un contatto con lo spettatore ma dopo i primi preoccupanti minuti migliora riprendendo quota. Il punto forte di questa pellicola non è sicuramente la sceneggiatura che però ha il merito di mettersi al servizio degli attori i quali si susseguono in una serie di gag, dando l’idea di una buona alchimia corale. Il Depp dei primi dieci minuti è un incrocio (da mani nei capelli) tra Capitan Jack Sparrow e un uomo imbolsito sulla cinquantina. Fortunatamente Depp si riprende in fretta evitando di cadere in questo tranello e anzi dando una certa dignità farsesca al suo Charlie Mortdecai che, col dipanarsi della storia, diviene sempre più un personaggio spassoso e ben tratteggiato. Notevole e particolarmente azzeccata è anche Gwyneth Paltrow, perfetta nel ruolo di una serafica e manipolatrice moglie di potere. Ewan McGregor, attore esperto, è molto bravo nel rendere l’ispettore di polizia burbero col mondo eppure tenero amante raggirato dalla glaciale moglie di Mortdecai, anche se la sua entrata in scena stona con il ruolo che il suo personaggio assume nel proseguo della storia. Breve, intenso e assolutamente spassoso il breve ruolo che si ritaglia Jeff Goldblum sempre ironico ed elegante.
Merita applausi anche Paul Bettany particolarmente azzeccato e in stato di grazia nel ruolo del servitore di Johnny Depp.
La regia si mette al servizio dell’azione rinunciando sin da subito a ogni sorta di virtuosismo anche se in un paio di scene si possono notare un paio di sbavature.
La storia si regge fondamentalmente sulle spalle del personaggio di Depp nonostante si rincoreranno numerosi momenti corali. Questo è uno dei pochi esempi di una sceneggiatura (lo sceneggiatore si innamorò del libro all’età di dieci anni e questa è la sua prima incursione nel mondo del cinema) non particolarmente brillante, salvata o quanto meno valorizzata dalla prova di un gruppo di notevoli attori.
E’ sicuramente un film leggero che regala tanti sorrisi e qualche risata, indicato soprattutto per coloro che apprezzano lo stile british. La musica si lega bene alla pellicola senza però poter essere considerata un valore aggiunto a differenza dei baffi del personaggio di Johnny Depp (il suo truccatore ha confidato “I baffi sono un personaggio del film”). Consigliato a chi desidera assistere all’ennesima trasformazione si Johnny Depp e quanti vogliano passare un’ora e quaranta minuti in allegria.

La frase:
"Credo di aver sparato a Jock. Non ci crederete ma non è la prima volta che ciò avviene".

a cura di Jacopo Landi

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