Recensione: Il sarto di Panama
"Pendel & Braithwaite" è una elegante sartoria di Panama che annovera tra i propri clienti gli uomini più ricchi e potenti del paese. Il suo proprietario, Harry Pendel è un artista, sognatore e sarto dalle grandi qualità. Ma Harry è anche un uomo che non resiste alla tentazione di abbellire la verità, adornandola con funanboliche menzogne; pessima abitudine questa, per la quale rischierà di perdere tutto. La famiglia in primo luogo: la bella moglie americana, braccio destro del presidente della Commissione del Canale e due splendidi bambini che lo adorano, e i suoi amici tra cui la giovane Marta che lo aiuta da sempre a gestire i suoi affari e alla quale si sente molto legato.
Succede spesso infatti che i sogni si trasformino in incubi ed è ciò che accade ad Harry quando si imbatte in Andy Osnard, spia britannica inviata a Panama per tenere sotto osservazione il canale. Osnard con il suo occhio allenato individua immediatamente le potenzialità di Harry come informatore; Harry dal canto suo, coperto di debiti per alcuni investimenti avventati, vede in Andy e nelle sue promesse economiche la possibilità di salvare il negozio ipotecato senza dover dire nulla alla moglie.
Ma come dice il detto "le menzogne hanno le gambe corte" e Harry si ritrova intrappolato in una rete di intrighi politici da lui stesso creata.
Tentando disperatamente di salvare famiglia e amici rischierà persino la vita, mentre Andy continuando con abilità a giocare sulle menzogne, riuscirà a portare a termine con successo i suoi machiavellici progetti.

Tratto dal libro omonimo di John Le Carrè il film diretto da John Boorman (Un tranquillo week end di paura e Excalibur) ha messo da parte tutta la drammaticità del testo originale per trasformare la storia di Harry il sarto e Andy la spia in un balletto giocoso dalle battute da commedia brillante.
I due personaggi principali si confrontano sul terreno battuto da molti della spy story lasciando i protagonisti dibattersi in un "pantano" di humor tipicamente britannico e azione drammatica. La commedia di Boorman si costruisce in realtà attorno ai due attori piuttosto che ai due personaggi. Pierce Brosnan (Andy Osnord) ripropone l'impassibilità di James Bond aggiungendovi egotismo e perfida determinazione, mentre Geoffrey Rush (Harry Pendel) mescola l'abilità e la fantasia del suo precedente personaggio De Sade, alla timida ma irresistibile consapevolezza di un uomo indebolito dal passato in carcere e dal al quale partecipano personaggi come Jamie Lee Curtis (moglie di Harry) o Catherine McCormack (diplomatica inglese con cui Andy ha una relazione) la cui presenza però tende a sottolineare la singolarità degli eventi perdendo troppe volte occasioni di verità cinematografica.

Valeria Chiari

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