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First Reformed

La recensione del film a cura della Redazione di FilmUP.com

di Rosanna Donato30 agosto 2017Voto: 7.0
 

  • Foto dal film First Reformed
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“First Reformed” è il nuovo film di Paul Schrader, presentato In Concorso alla 74a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia ed interpretato tra i tanti da uno straordinario Ethan Hawke e da Amanda Seyfried. La pellicola racconta di un ex cappellano militare devastato dalla morte di suo figlio. La sua storia s'incrocia con quella di una donna che frequenta la sua chiesa quando il marito, un ambientalista radicale, si suicida. Una storia che non lascia spazio alla leggerezza e affronta il tema della perdita della fede con estrema cupezza.
Il regista di “American Gigolò” e del più recente “Cane mangia cane” sorprende ancora una volta, facendo ricorso a una serie di inquadrature ben studiate, rigorose e volte a rendere chiaro non solo lo stato d’animo dei personaggi, che è per lo più di grande sofferenza interiore, ma anche il messaggio di fondo: i misteri della fede, che spesso può vacillare, soprattutto quando un reverendo è diviso tra il suo essere uomo e la sua vocazione. Sin dall’inizio, però, pare evidente che quest’ultimo stia perdendo una delle poche cose che conta di più nella vita, la speranza. Nonostante la regia sia impeccabile, è bene sottolineare l’adozione di alcuni elementi totalmente fuori dal contesto in cui si erge l’intera pellicola. È bene inserire tecniche diverse, lasciarsi trascinare dal tema della fede, che già di per sé rappresenta un qualcosa di mistico e imperscrutabile, ma mettere troppa carne al fuoco dove non è necessario non aiuta di certo la riuscita finale del progetto.
Durante la visione del film emerge un accrescere della tensione derivante dalla crisi del reverendo, che non è da considerarsi solo religiosa, ma anche esistenziale. Il problema, però, sta nel fatto che alcune scene enfatizzano fin troppo questo suo stato di malessere, che a lungo andare diventa pesante seguire per lo spettatore e porta il protagonista a compiere gesti e prendere decisioni incomprensibili, insensate e ridicole talvolta. Perché, tra l’altro, la sceneggiatura riporta dialoghi accurati e per nulla banali, certo, ma spesso tende a riportare battute tanto inverosimili quanto privi di fondamento, di un adeguato approfondimento. Parliamo di storie passate celate allo spettatore, che sarà portato a chiedersi cosa sia effettivamente successo anni addietro di così terribile da giustificare determinate parole e azioni. Qualcosa viene svelato, altrimenti particolari momenti non avrebbero senso di comparire in “First Reformed”, però nulla di quanto vedremo viene spiegato per renderlo maggiormente comprensibile agli occhi del pubblico.
Certamente ci sono anche molti aspetti positivi nel film di Paul Schrader, come ad esempio una colonna sonora intensa, che carica di profondità la pellicola, e una fotografia che mette in mostra atmosfere prevalentemente fredde e cupe. Ottima l’interpretazione di Ethan Hawke, profondo ed espressivo fino all’ultimo istante, così come quella di Amanda Seyfried, perfetta nel ruolo di una donna che sta per diventare madre, ha appena perso il marito e… Un vero peccato che a quest’ultima sia stata affidata una parte relativamente piccola seppur di grande spessore. Il cast in generale ha dato grande prova di sé, nonostante gli aspetti di cui sopra che hanno abbassato la qualità complessiva della pellicola.


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