06 Settembre 2006 - Conferenza Stampa
"Ejforija"
Intervista al regista e al cast.
di Andrea D'Addio


Alla conferenza stampa del film russo Euphoria sono presenti il regista Vrypaev, sua moglie nonché protagonista femminile Agurayena, il direttore della fotografia e i due produttori. Alla proiezione per la stampa la sera prima molti e prolungati sono stati gli applausi in sala tanto che si pensa possa essere un serio candidato a un qualche premio qui al Festival.

Si tratta di un film molto particolare, che richiede il coinvolgimento del pubblico...
Ivan Vyrypaev: Si, è necessario. Mentre i film di Tarkovskij o Sokurov sono capolavori sempre sia che la sala sia piena che no, il mio film è costruito tra il pubblico. E' una situazione particolare e so che può non essere definita convenzionale, ma così come quando scrivo i miei testi teatrali anche in questo caso mi è successo di scrivere in questo modo. Mi serve il coinvolgimento di tutti, sia dello spettatore che degli attori. E' una sorta di metafisica legata al lavoro di gruppo.

Un film fatto da giovani trentenni. C'è un nuovo cinema russo?
Sheila (produttore): Non lo so se è un momento particolare. La mia società sta facendo però sicuramente un lavoro su prodotti che siano legati all'attualità, all'uomo moderno di oggi così come lo è "Euphoria". Certo è un bel rischio lanciare un film di un debuttante, ma i rischi ci sono sempre in qualsiasi produzione, ed io conoscevo Ivan Vrypaev, sapevo quanto fosse bravo a teatro. Quando per la prima volta ho assistito ad un suo spettacolo sono rimasto incantato.

Dal teatro proviene anche la protagonista...
Agurayena: Si, ma non è stato difficile adattarmi al cinema. Alla fine si tratta di recitare, e al cinema è forse un poco più semplice visto che puoi ripetere le scene. Questo poi è un film esperimento, costruito secondo alcune leggi anche proprio del teatro. Non ho utilizzato le mie conoscenze in tal senso, ma le ho comunque conservate.

Sulla colonna sonora...
Ivan Vyrypaev: Si, è un elemento molto importante. Ci abbiamo lavorato molto, e forse rivedendolo è anche troppo presente. Ma è stato un errore di montaggio, anche se un poco dovuto. Ci serviva una musica che non fosse solo musica, ma anche suono. Ci serviva per sostenere il film. Non abbiamo seguito una logica della ragione, ma una logica artistica. Del suono se ne è occupato il montatore del suono che ha anche scritto le musiche. E' un po' l'anima del film e si sposa con questo.

Sui tempi di produzione...
Ivan Vyrypaev: Circa un anno e mezzo. E' stato più facile di quel che pensassi. La differenza fra teatro e cinema è tanta, visto che nel cinema ci sono molte più persone, però alla fine sempre di responsabilità si tratta. io mi preoccupavo comunque di tutto, e non perchè volessi imporre le mie scelte ad ogni componente del cast sia tecnico che artistico, ma perchè tutti dovevano essere coinvolti in questo progetto perchè riuscisse.

Si induce molto sui panorami...
Ivan Vyrypaev: Mi serviva far capire che la storia che si racconta è vera, che vive in uno spazio e che si svolge in un momento. Spesso ci dimentichiamo di questo, spesso le immagini della televisione sulla guerra sembrano più vere di quel che c'è dietro casa nostra. Per l'eroe del mio film era importante questo rapporto con la natura, far capire che l'arte talvolta è più vera del reale. Sono state scene tutte decise prima in fase di sceneggiatura e tutte con un preciso significato. Nulla viene fatto a caso.

Il cieco in moto che significa?
Ivan Vyrypaev: Prima era un personaggio con delle scene tutte su, poi ho dovute tagliarle in fase di montaggio. Ma lui si è fatto strada comunque da solo, si è inserito nella storia. Viaggia senza vedere e non si sa dove deve arrivare, sempre che debba arrivare da qualche parte.

Perchè Euphoria come titolo?
Ivan Vyrypaev: Sul dizionario per Euforia c'è scritto sensazione inspiegabile di godimento. Allo stesso modo l'amore tra i due protagonisti è tanto grande quanto inspiegabile.

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