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Il Diario da Cannes.
Il diario quotidiano dei nostri inviati con il resoconto di quanto accade al Festival, cinema ma non solo...
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13.05.2010 - Russel Crowe, Guzzanti, film cinesi e treni che passano troppo presto
La sveglia del secondo giorno non ha il suono digitale di un cellulare, ma il rumore meccanico del treno che passa a poche decine di metri del terrazzino della nostra camera. Sono le sette, fra un'ora e mezza inizia il cinese "Rizhao Chongqing" secondo film in concorso qui sulla Croisette. La sera prima abbiamo visto "Tournée", regia di quel Mathie Amalric che apprezziamo ogni volta che appare sullo schermo. Grande amico di Arnaud Desplechin, il cattvio dell'ultimo James Bond ("Quantum of Solace") si dimostra anche un ottimo regista. Peccato che il suo film sulla tournée di un gruppo di artiste americane burlesque, manchi un po' di sceneggiatura e alcune cose belle si perdano in una noia sostanzialmente perenne.
Il cinese non tradisce le attese dei pessimisti e si rivela un vero attacco alle palpebre dei tanti giornalisti. Tenerle su è una bella impresa alle otto e trenta del mattino mentre si vedono i tanti silenzi di un papà tornato dopo quindici anni a cercare la famiglia inspiegabilmente abbandonata. Il figlio è morto mentre sequestrava un gruppo di persone in un supermercato. Flashback, malinconia, pessimismo e castigo. Non si inizia bene.
Usciti provati dalla visione, tra uno stiracchiamento e l'altro, andiamo ad assistere all'immancabile conferenza stampa di "Robin Hood". La frase più interessante di Russell Crowe riguarda i mondiali di calcio ("Tifo Australia, ma vedo la Spagna vincitrice e messe bene Inghilterra e Portogallo"). Guardando le convocazioni di Lippi di certo non abbiamo di che lamentarci per la mancata citazione dell'Italia. Siamo campioni del mondo, ma pare che nessuno se lo ricordi. Cate Blanchett fa quel tipo di scena muta che normalmente fanno solo i produttori a cui nessuno ha mai da chiedere nulla. Dice un paio di battute di rito e poi saluta con garbo.
Passiamo in rapida successione a "Draquila - L'Italia che trema", il film evento del Festival, almeno fino ad ora che stiamo scrivendo. I giornalisti esteri ci chiedono cosa succede in Italia: "Possibile?", noi chiediamo a loro cosa pensano del film e se, come ha detto Bondi, si tratta di "un film che dileggia l'Italia", o come ha detto la Guzzanti, "a dileggiare l'Italia è il nostro governo". Insomma, eccovi al mercato di interviste reciproche a bordo sala, attendendo l'incontro stampa con la regista, colei che ha dato il via a tutto. La Guzzanti, quando è il suo turno, non si fa pregare troppo nel rinfocolare la polemica: "Provo vergogna per il comportamento di Bondi che oltretutto non è presente qui al Festival perché non è stato invitato".
Il pranzo alle 4 del pomeriggio è una pizza ripiena comprata in mattinata prima di arrivare sulla Croisette. Mangiare vicino al Palazzo del Cinema significherebbe raddoppiare le spese. Un panino semplice e all'apparenza anche secco nonostante si intravedano tracce di pomodoro, costa intorno ai 6 euro e necessita una fila di una mezz'oretta. Il pomeriggio lo si passa in sala stampa scrivendo, scrivendo, scrivendo. Ci si ritrova poi con altri colleghi per una cena che precederà di pochi minuti l'accasciamento sul letto. Aspettando un altro treno, quasi come Trainspotting.
di Andrea d'Addio
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