Sin City
Un altro film tratto da un fumetto: si consolida così l'uso di portare sul grande schermo gli eroi "di carta" anche se con esiti molto differenti tra loro, basti pensare agli ultimi Daredevil, Constantine o il tanto amato Spiderman. "Sin City", la città del peccato nata dalla fantasia di Frank Miller (per la prima volta anche in veste di regista cinematografico) è il luogo oscuro in cui bene e male si fondono e si combattono, un far west postmoderno abitato da poliziotti corrotti, prostitute bellissime e agguerrite, malavitosi, ed eroi dagli ideali puri e irrealizzabili. Le atmosfere ricreate sono dirette discendenti dei noir anni 40, così come i personaggi, le cui interpretazioni sono curate da un cast d'eccezione: Bruce Willis(Hartigan), Mickey Rourke (Marv), Benicio Del Toro(Jackie Boy) solo per ricordarne alcuni.
L'impareggiabile uso di un bianco e nero nitido e perfetto anima il disegno di Miller portandolo fuori dalle pagine degli albi e infondendogli la vita; l'uso parziale del colore richiama l'attenzione su alcuni particolari e simboli come da tempo non si usava più al cinema. Il film risulta un piacere per lo sguardo, una prova ottima per Rodriguez che oltre ad essere co-regista, cura il montaggio, le riprese, le musiche e supervisiona gli effetti visivi.
Il film emoziona e colpisce già dal prologo e per tutta la sua durata, oltre due ore, tiene alta l'attenzione raccontando tre delle tante storie disegnate da Miller ( "Quel bastardo giallo","The Hard Goodbay" e "Un abbuffata di morte").
"Sin city" riesce ad essere, forse fortuitamente o forse no, il connubio di forme artistiche diverse ma accomunate da una simile poetica, Rodriguez trova pane per i suoi denti in questa pellicola, molti sono gli elementi comuni che legano l'universo che questi due autori amano mostrarci: eroi "con macchia" dal grilletto facile e donne da salvare (viene in mente "Desperados"), passioni violente, sacrifici estremi, il tutto condito da ironia e violenza. Troviamo anche in questa occasione l'immancabile apporto del grande amico e collega Quentin Tarantino, che gira la sequenza in cui Dwight ( Clive Owen) e Jackey Boy (un Benicio Del Toro in una situazione a dir poco surreale) sono in auto.
Un film da vedere.

La frase: La morte del vecchio, per la vita della bambina… un equo scambio.

Ilaria Ferri

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