Catwoman
Il fumetto secondo Pitof (Vidoq) prevede inquadrature con estrema mobilità della camera, colori virati, carrellate a non finire ed un po' (tanto) digitale. Grazie a questa ricetta si può realizzare Catwoman; peccato che per fare un film appena decente, sarebbe necessario anche uno straccio di sceneggiatura.
La storia è di una banalità sconvolgente, una sorta di La morte ti fa bella di taglio supereroistico. Il ritmo narrativo latita con cali di tensione continui e con combattimenti spesso indecifrabili, l'unica cosa che dovrebbe tenere a galla il tutto è la fisicità, incontestabile, di Halle Berry, ma francamente in questo caso basta accontentarsi di un bel poster.

Ma vediamolo questo plot latitante: l'introversa e timida Patience Phillips è una grafica che lavora per la Hedare Beauty, casa cosmetica capeggiata dalla glaciale Laurel (Sharon Stone) che si appresta a lanciare un nuovo miracoloso prodotto di bellezza. Purtroppo la povera Patience viene casualmente a scoprire che la crema miracolosa ha degli effetti collaterali abbastanza scomodi come: la dipendenza e la possibilità del manifestarsi di cicatrici permanenti.
Quella che poteva essere la prematura fine di Patience, per mano dei sicari della Hedare, diventa l'inizio della sua seconda vita come Catwoman. I poteri di un felino, la sua grazia, ma anche la sua incostanza che la porta ad avere una sorta di doppia personalità.
Ora sarà il momento per la vendetta.

Inutile dire che i puristi del fumetto, e non solo loro, storceranno il naso di fronte a questo personaggio lontano anni luce da quello a cui sono abituati. Se l'intento è quello di creare la "donna-gatto" del nuovo millennio con tanto di tutina fetish e frusta, l'effetto finale è veramente triste. Per non parlare poi del gatto digitale, stile leone MGM, che infonde i magici poteri alla povera Patience. Non resta che consolarci con simpatici gattini - quelli veri - e con la sensuale Halle.
Alla fine sorge spontanea una domanda: cosa ne penserà la Revlon di questo film "anticosmetico" che ha come protagonista la sua testimonial di punta?

Curiosità: quando Halle Berry sfoglia le immagini delle precedenti "donne-gatto" se ne può intravedere una con Michelle Pfeiffer da Batman: il ritorno.

La chicca: la "gatta" si libera dalle manette di Tom, lo fa sfilandosi il guanto, ma nell'inquadratura successiva lo ha di nuovo indosso.

La frase: "Una ragazza come me, cade sempre in piedi!"

Indicazioni:
Giusto se volete vedere la Berry fasciata nella tutina di pelle.

Valerio Salvi

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