Bubble
Steven Soderberh è senza dubbio il più coraggioso cineasta statunitense degli ultimi anni. Fino ad adesso la sua voglia di sperimentare si era fermata a stili e trame, con Bubble invece si avventura nelle logiche di mercato e promozione dei film.
"Bubble" sarà infatti il primo di sei episodi (che non avranno continuità narrativa, ma solo in comune le modalità distributive) che usciranno nelle sale contemporaneamente al cinema, in dvd, alla tv via cavo e in quella generalista (almeno questo è il progetto). Tutto ciò per far risparmiare i costi pubblicitari annessi: normalmente divisi sono, in questo caso, unici.
Certo non si potevano rischiare grossi capitali in un progetto così "coraggioso" e infatti Soderbergh riduce al minimo anche i costi di produzione girando rigorosamente in digitale e scegliendo esclusivamente attori non professionisti.

"Bubble" è un thriller dalle dinamiche essenziali. Pochi movimenti con la macchina da presa, montaggio ridotto al minimo. Nella provincia dell'Ohio ogni giorno Martha passa a prendere Kyle. Insieme si dirigono verso la fabbrica di bambole presso cui lavorano. La routine viene interrotta con l'arrivo dell'avvenente Rose. Tra lei e Kyle nasce subito un'intesa che turberà, non poco, Martha…

Ci sono due modi per vedere e pensare a Bubble. Il primo è quello di intenderlo come un semplice racconto dalle implicazioni minime; il secondo (più azzeccato) è quello di vederlo come una feroce metafora della situazione della provincia statunitense, e più in generale di tutta l'America. Le fabbriche chiudono, l'alimentazione è basata quasi esclusivamente sul fast food, la vita non consente altro che (mal pagato) lavoro. Al massimo qualche tatuaggio e una birra a settimana al pub sotto casa. E così ci si accontenta di sopravvivere, si soffocano le ambizioni, e il sogno di "fuggire via di qua" sembra una frase buttata lì senza crederci troppo. Chi spezza, chi si ribella, lo fa con una forza eccessiva e finisce col peggiorare la situazione. A cosa si voglia riferire Soderbergh è lampante…
Corto (solo 73 minuti), Bubble riesce comunque a racchiudere in una storia apparentemente semplicissima, più di quanto altri film, apparentemente più impegnati, riescono a dire. Sarà pure nato come un esperimento, lo si può considerare invece già un lavoro completo.

La frase:
-C'era qualcun altro?
-Si, una tizia seduta sul divano
-E che aspetto aveva?
-Quello di una tizia seduta sul divano

Andrea D'Addio

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