Big Fish - Le storie di una vita incredibile
Il ritorno di Tim Burton al cinema è sotto il suo segno caratteristico: la favola; questa volta, però, lontano dai toni cupi e gotici che spesso lo contraddistinguono a favore di un'atmosfera solare e positiva.
Edward Bloom (Albert Finney / Erin Brokovich) è una sorta di star nel suo piccolo paese in Alabama. Ben voluto da tutti, simpatico - grazie anche alle sue storielle decisamente fantasiose - e di successo, ha come unico rimpianto il difficile rapporto con il figlio Will (Billy Crudrup / Almost famous), che non sopporta questa sua apparente mancanza di serietà.
Le storie di Edward ripercorrono tutta la sua vita da quando era un ragazzo (interpretato da Ewan McGregor / Abbasso l'amore) intenzionato a conquistare il cuore della sua futura sposa Sandra (Jessica Lange / Titus), fino alla nascita del figlio ed alla storia di come ha catturato il pesce più grande dell'Alabama.
Storie colorite, surreali, impossibili, ma storie che hanno una vita propria e che alla fine, come lo stesso Will scoprirà, hanno più verità di quante se ne potrebbe immaginare. In realtà Will inizia a conoscere Edward come l'uomo che è, piuttosto che come suo padre.

Il film di Tim Burton è un inno alla fantasia e all'evasione dal grigiore quotidiano e dalla routine che uccide la mente. Poco importa se un pò di colore rende un aneddoto decisamente poco credibile, l'importante è che sia interessante e che attraverso di essa si mantenga vivo lo spirito. Le storie che raccontiamo, e come lo facciamo, sono un pò i nostri sogni ed è proprio questo che le rende interessanti. Forse è anche una sorta di grido d'aiuto verso le nuove generazioni condizionate da un bombardamento totale di immagini e prodotti precotti fin dalla tenera età, ed incapaci di trasformare un semplice bastone in un fucile da cowboy con la solo forza della mente.
Rimandi, citazioni (anche Fellini), personaggi fiabeschi, tutto contribuisce a creare questo universo così incredibile, ma allo stesso tempo reale, grazie soprattutto ad un cast, compresi i comprimari, in grado di vivere il sogno burtoniano.

Curiosità: il logo della Columbia è montato al contrario.

La chicca: il lavoro di piazzista di Edward, che vende mani in metallo multi uso, è un chiaro omaggio ad Edward mani di forbice, mentre la macchina della fiera della scienza è presa direttamente dal primo film di Tim Burton Pee Wee's big adventure.

La frase: "Morire è la cosa peggiore che mi sia mai capitata."

Indicazioni:
Per chi ancora ama sognare e volare con la fantasia.

Valerio Salvi

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