Amadeus - Director's Cut
All'inizio vi fu il "remake", ovvero come incassare non avendo molte idee, poi, forse sull'onda delle critiche, fu la volta del "sequel", ovvero come rinverdire un grande successo riproponendo personaggi e situazioni già collaudate ed infine l'idea illuminante del "prequel", di cui "Guerre Stellari" è fulgido esempio, ovvero come indorare la ben nota "pillola-sequel". Sembrava fosse finita, ma Hollywood ha ora scoperto un nuovo modo di macinare denaro, investendo poco e rivestendosi di una patina pseudo-culturale: il recupero di grandi classici con l'inserimento di scene inizialmente tagliate. Precursore del tutto è stato l'"Apocalypse Now - Redux" di Coppola, con un successo stratosferico; visti i risultati è stata quindi la volta di "Jules & Jim" di Truffaut e del nostrano "Pane, Amore & Fantasia" (di prossima uscita) e "Amadeus" appunto. L'unica nota positiva di queste operazioni è quella di poter vedere grandi capolavori al cinema visto che ormai, con i ritmi frenetici odierni, non ci sono più sale che ripropongono vecchie pellicole.

Nella riedizione sono stati inseriti venti minuti inizialmente tagliati (il che porta il tutto vicino alle tre ore complessive), che arricchiscono l'opera senza però donargli quella che potrebbe essere la marcia in più. C'è da dire che se a suo tempo Forman ha ritenuto di "snellire" la pellicola, probabilmente aveva le sue buone ragioni, ma ormai il pubblico è più abituato ai film interminabili, per cui dovrebbe comunque digerire senza troppe difficoltà il tutto.
Per coloro che non hanno avuto la possibilità di apprezzare "Amadeus" quasi venti anni fa (uscì nell'ottantaquattro), avranno ora modo di vederne i colori, di sentirne la forza, ma soprattutto di farsi travolgere dall'incredibile musica (rimasterizzata per l'occasione).
La vita di Wolfgang Amadeus Mozart, come la immaginava Sir Peter Shafter che ne scrisse il testo teatrale da cui Milos Forman ("Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo" / "Man of the Moon") ha poi tratto il film vincitore di ben otto Oscar, viene ripercorsa dagli occhi di Antonio Salieri (F. Murray Abraham / "Finding Forrester"), compositore alla corte dell'Imperatore Giuseppe II, considerato uno dei migliori compositori di Vienna, finché non apparve sulla scena il genio assoluto di Mozart che ne oscurò la stella e che provocò il suo incontenibile risentimento. Corrotto dalla sua stessa invidia e dall'arroganza di credere che l'immagine sia superiore al genio, Salieri si spinge fino al gesto estremo, provocando la morte dell'odiato rivale (fatto storicamente mai provato).
Le altre figure che si muovono come in un valzer intorno ai antagonisti sono soltanto un contorno, come forse gli stessi protagonisti, visto che poi è la musica la vera stella dell'opera.

Girato interamente nell'allora Cecoslovacchia, "Amadeus" ha reso Tom Hulce una star, ma lo ha indissolubilmente legato all'immagine di Mozart condannandolo ad un prematuro declino. Anche F. Murray Abraham ha "subito" il suo personaggio, relegandolo in ruoli sempre ambigui e comunque permeati da una certa "anima nera".
Che dire delle scene aggiunte: una fondamentale e l'altra del tutto inutile. Vediamo Costanza da Salieri mentre tenta di perorare, inutilmente, la causa del marito, e finalmente si capisce l'origine del risentimento finale tra lei e l'anziano compositore; la seconda è un mero spaccato di vita di Mozart. In ogni caso questo inserimento ha costretto la Warner ad un nuovo doppiaggio.

Curiosità: il film è stato interamente girato utilizzando la luce naturale per ricreare le atmosfere dell'epoca, un pò sullo stile di "Barry Lindon" (opera di riferimento per l'utilizzo di luce naturale).

La chicca: un paio di incongruenze: ai tempi di Mozart non esisteva la figura del direttore d'orchestra, quindi Tom Hulce non avrebbe potuto "sbracciarsi" tanto; inoltre nelle scene del balletto si notano delle "zip" nei costumi. Ovviamente la chiusura lampo non esisteva nel 18º secolo.

Indicazioni:
Un "must" per gli amanti della musica classica.

Valerio Salvi

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