Una hostess tra le nuvole
Simpatiche musichette pop, un pò di fotografia patinata stile magazine di moda, il mondo glam delle hostess degli anni novanta, metri e metri di belle gambe e capelli biondi ed ecco qua il classico filmetto per tutti che dovrebbe intrattenere senza impegno. Beh, sul fatto che l'impegno non ci sia non vi è alcun dubbio, il brasiliano Barreto si trova al timone di una pellicola senza il minimo mordente, scontata e con l'unico paracadute della sua interprete Gwyneth Paltrow. Gli attori di contorno: Mark Ruffalo, Christina Applegate e Kelly Preston sono appunto di "contorno". L'unica altra figura degna di nota è il poliedrico Mike Myers che abbandona i panni di Austin Powers per interpretare un altrettanto eccentrico, e strabico, John Whitney responsabile dell'addestramento assistenti di volo per la Royalty Airlines.

Ma ecco l'incredibile storia che ha lanciato nei cieli Donna Jensen (Gwyneth Paltrow). Donna è figlia di una provincia americana triste e senza futuro, con alle spalle una famiglia del tutto assente. Prospettive per il futuro? Zero! È carina quindi sposerà un campioncino di football del liceo e sfornerà figli. Il meccanismo però si inceppa - il campioncino la lascia per un'altra meno provinciale - e quindi lo scenario peggiora ulteriormente, finché... Finché Donna vedendo un programma TV si esalta con la vita di Sally Weston l'hostess dei cieli. A questo punto decide: volerà.
Da qui il primo impiego per una piccola compagnia e poi il concorso per la Royalty Airlines. Speranze, frustrazioni, l'amore (da sacrificare in favore della carriera) e tutti gli altri luoghi comuni a cui potreste pensare.
Deprimente e inutile dall'inizio alla fine, l'unica domanda è: perché?
Nota: ritroviamo in una porticina una sorta di zombie hollywooddiano: Rob Lowe ("Cattive compagnie"). Icona dell'edonismo reganiano poi sparito. Che triste fine.

Curiosità: rimanete seduti ai titoli di coda, perché non solo c'è qualche scena eliminata, ma anche un video musicale molto particolare.

La chicca: la faccia che pensate di riconoscere tra i passeggeri della prima classe è George Kennedy, protagonista dei vari "Airport" nelle vesti di Joe Patroni.

La frase: "Il nostro motto è: capelli lunghi e gonne corte."

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Valerio Salvi

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